Tenta di soffocare neonato, arrestato papà-orco ripreso in un video

Ritratto in un video mentre tenta di soffocare il piccolo di 6 mesi perché “non smette di piangere”. I Carabinieri hanno fermato uno storia di profondo degrado sociale che vede protagonisti due bimbi piccoli e una donna. E’ stato un video girato dalla donna a convincere i Carabinieri ad avviare le indagini che hanno consentito di mettere in luce la storia raccapricciante. Il video ritraeva l’uomo mentre tentava di soffocare un bimbo neonato solo perché il piccolo continuava a piangere.

Il video ha fatto il giro di diversi cellulari pria di arrivare sul tavolo della Procura di Catania che ha avviato le indagini e bloccato i maltrattamenti. E’ stato arrestato il papà orco, riconosciuto grazie ai tatuaggi nella spalla, protagonista del video. L’uomo ora dovrà rispondere di lesioni personali aggravate e si trova ai domiciliari nella casa della madre. E’ stato allontanato dalla casa in cui si sarebbero consumati i maltrattamenti.

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Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno fatto luce sullo squallido caso di maltrattamenti a carico di due bambini, rispettivamente uno di 6 mesi d’età e l’altro di quasi 3 anni. La vicenda è stata portata all’attenzione dei militari da una donna che, allarmata, aveva loro prodotto un video. È emerso che in quella famiglia le liti erano continue e, come confermato dai vicini di casa, la donna ed i suoi i due bambini, che venivano sentiti spesso piangere a squarciagola, erano oggetto delle intemperanze del padre, riuscendo anche a sentire anche il rumore degli schiaffi loro riservati dall’uomo.

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I Carabinieri hanno fatto irruzione in quella casa, tra l’altro in scarse condizioni igieniche e senza corrente elettrica. L’uomo, che come riferito dai congiunti è solito fare uso di sostanze stupefacenti, già nel gennaio del 2018 era stato dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale con una sentenza del Tribunale per i Minorenni di Catania. L’abiezione morale posta in essere dall’uomo ha così determinato, nel solo interesse dei suoi due figli in tenera età, l’attivazione delle preposte componenti istituzionali che hanno contribuito al miglioramento della situazione del nucleo familiare, consentendo alla Procura di consolidare il quadro probatorio a carico dell’indagato e di richiedere la misura cautelare, poi emessa dal Gip del Tribunale etneo, alla quale quest’ultimo è stato sottoposto nell’abitazione della propria madre.

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