Operazione antimafia nel Palermitano, 11 arresti (VIDEO)

Operazione antimafia a San Mauro Castelverde, sono 11 gli arresti eseguiti questa mattina dai Carabinieri

A San Mauro Castelverde operazione antimafia questa mattina. Il blitz, denominato operazione Alastra, anche in Lombardia e Veneto da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo.

Sono 11 le persone arrestate a vario titolo per associazione mafiosa e altri reati come estorsione, corruzione, atti persecutori, furto e danneggiamento.

Le indagini sono state eseguite dai magistrati coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca.

È stata documentato l’assetto del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde, che, all’indomani dell’operazione “Black Cat” ha serrato le fila ed ha continuato ad operare sul territorio.

Sono state documentate estorsioni ai danni dei commercianti locali documentate dai militari dell’Arma. Ricostruita l’organizzazione di una rete di comunicazione necessaria agli storici capi mafia detenuti per mantenere il comando degli associati liberi e continuare a strangolare imprese e società civile.

Le attività hanno consentito di evidenziare il ruolo ricoperto da Giuseppe Farinella, figlio di Domenico, l’autorevole boss di cosa nostra all’epoca detenuto a Voghera (PV) in regime di alta sicurezza.

Nonostante la giovane età, il rampollo ha avuto il compito di coordinare gli altri membri del clan. Cooperava con uno storico mafioso di Tusa (ME), Gioacchino Spinnato, che, ben radicato nell’organizzazione di cosa nostra, ha gestito i contatti con gli uomini d’onore degli altri mandamenti, fra i quali Filippo Salvatore Bisconti, già capo del mandamento mafioso di Belmonte Mezzagno, ora collaboratore di Giustizia.

Sono state ricostruite 11 estorsioni
(5 consumate e 6 tentate). Alle vittime era imposto di pagare il pizzo o di acquistare forniture di carne da una macelleria di Finale di Pollina gestita da Giuseppe Scialabba, braccio destro di Giuseppe Farinella.

I tentacoli del mandamento si erano allungati anche sull’organizzazione dell’Oktoberfest del 2018 a Finale di Pollina, quando, per impedire la partecipazione alla sagra di un commerciante che non si era piegato alle imposizioni del clan, gli indagati non avevano esitato a devastargli lo stand.

Dopo l’uscita dal carcere, Domenico Farinella ha deciso di concentrare nelle sue mani il vertice del sodalizio e ha ordinato agli associati liberi di intensificare la presenza sul territorio, avviando una nuova spirale di estorsioni ai danni dei commercianti. Preziosissime, in questo senso, sono state le testimonianze delle vittime che, ribellandosi al sistema criminale, hanno trovato il coraggio di denunciare di iniziativa e di collaborare con i Carabinieri.

Non solo pizzo ma anche sensaleria negli affari dei privati e per mezzo della gestione diretta di attività di impresa che, fittiziamente intestate a soggetti incensurati, erano nei fatti amministrate dagli indagati.

Al fine di eludere eventuali misure cautelari, infatti, Giuseppe Farinella ed Giuseppe Scialabba avevano fatto risultare terze persone quali titolari rispettivamente di un centro scommesse di Palermo e una sanitaria di Finale di Pollina, sottoposti a sequestro, del valore di 1 milione di euro.

Ecco l’elenco degli indagato nell’operazione Alastra dei carabinieri del comando provinciale. Gioacchino Spinnato detto “Iachino”, Tusa (Me) 68 anni, Giuseppe Farinella 27 anni, a Palermo; Domenico Farinella, detto Mico, nato a San Mauro Castelverde 60 anni, a Voghera (PV); Giuseppe Scialabba, 35 anni residente a Finale di Pollina; Francesco Rizzuto, 51 anni, Palermo, Mario Venturella, 57 anni, Palermo, Antonio Alberti, 46 anni, Castel Lucio, Rosolino Anzalone, 56 anni, Palermo, Vincenzo Cintura, 47 anni, Palermo, Pietro Ippolito, 60 anni, Campofelice di Roccella (Pa), Giuseppe Antonio Dimaggio, 63 anni, Tusa.