Giallo su Ecobonus 110%, rinviato a fine luglio e niente proroga al 2022

E' il Sole 24 Ore che svela alcuni dettagli sul superbonus del 110% per gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza degli edifici

Il Super Ecobonus al 110%, che permetterà di fare lavori gratis in casa, si fa attendere e i tempi sono più lunghi del previsto. Mentre per il decreto l’Ecobonus entrerà in vigore dal 1 luglio, il Parlamento dovrebbe approvare l’intero decreto Rilancio entro il 18 luglio. Poi arriveranno regole attuative del superbonus. Un fatto che blocca ancora i lavori da fare in casa gratis.

E’ il Sole 24 Ore che svela alcuni dettagli sul superbonus del 110% per gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza degli edifici. Nel provvedimento approvato dal Parlamento ci sarà spazio solo per quattro correttivi:

  1. la riduzione dei massimali fissati per i singoli interventi e riconosciuti per ogni unità abitativa;
  2. l’estensione dell’agevolazione alle seconde case che dovrà per altro essere una sola;
  3. accesso al superbonus anche ai contribuenti del terzo settore;
  4. allungamento fino a metà del 2022 per gli interventi effettuati su immobili Iacp.

La mancanza di budget di 800 milioni porterà a tagliare fuori le altre numerose modifiche chieste. Secondo quanto riporta il quotidiano economico, la novità dell’ultima ora è la riduzione dei massimali che secondo alcune ipotesi potrebbe riguardare il cappotto termico dell’edificio ed esser differenziata tra condomini con più unità
abitative dove il massimale di spesa passerebbe dagli attuali 60mila euro a 40mila per ogni abitazione e condomini con meno soggetti il cui massimale si fermerebbe a 50mila euro.

Resterebbero così tagliati fuori così l’estensione del superbonus del 110% agli alberghi e la possibilità di allungare la vita all’agevolazione almeno fino al 31 dicembre 2022.

Nel question time di ieri al Senato è stato precisato che per l’emanazione delle regole attuative del superbonus si attenderà l’approvazione definitiva in Parlamento quindi non prima del 18 luglio. Tra le novità in arrivo firmate dai relatori la possibilità per le imprese di cedere i crediti d’imposta collegati al «Piano nazionale Impresa 4.0» come quelli per investimenti in beni strumentali, in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e altre attività innovative e in formazione 4.0.