Ecobonus, quali sono i lavori che si possono fare gratis

Il Decreto Rilancio con l’Ecobonus apre le porte alla cessione dei crediti d’imposta agli istituti di credito e agli altri intermediari finanziari. L’articolo 121 del Decreto Rilancio rinnova del tutto la disciplina esistente. Prevede l’apertura allo sconto in fattura e alla cessione del credito, per tutti i lavori di recupero del patrimonio edilizio, di efficienza energetica, di adozione di misure antisismiche.

Prevede anche opere di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (bonus facciate), di installazione di impianti solari fotovoltaici e di installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Il Decreto Rilancio prevede anche la la possibilità di cedere i crediti di imposta a istituti di credito e altri intermediari finanziari sui lavori che rientrano nell’Ecobonus. La cessione del credito quindi non obbliga le imprese ad anticipare la liquidità necessaria per l’acquisto del credito d’imposta dal committente i lavori. I crediti, inoltre, possono essere compensati anche per quanto riguarda le rate residue di detrazione che non sono state fruite.

Con il decreto legge 34/2020 il Governo ha messo in campo la cessione del credito al fornitore e sconto in fattura con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari per stimolare la ripresa dell’edilizia residenziale. Si attendono adesso le le modalità attuative della norma contenute in un apposito provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate.

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Rientrano nell’Ecobonus i lavori per il recupero del patrimonio edilizio, di efficienza energetica, di adozione di misure antisismiche, di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, di installazione di impianti solari fotovoltaici e di installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Chi esegue questi lavori può trasformare il corrispondente importo in credito di imposta con possibilità di successiva cessione ad altri soggetti quali fornitori, istituti di credito e altri intermediari finanziari o un contributo sotto forma di sconto sul dovuto. Lo sconto è pari, al massimo, all’importo della spesa fatturata, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Da ciò si evince che i committenti potranno eseguire i lavori senza spendere un euro, praticamente quasi gratis, senza impiego di liquidità.

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Il comma 2 dell’articolo 121 del Decreto Rilancio indica quali sono i lavori per cui è possibile avvalersi dell’Ecobonus delle opzioni sconto in fattura e cessione del credito:

  • interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis), comma 1, lettere a) e b) del Dpr 917/1986 e quindi gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo e gli interventi di ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni condominiali nonché sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze, normalmente agevolati con la detrazione del 50%. Limitatamente ai lavori effettuati sulle parti comuni condominiali risultano compresi anche gli interventi di manutenzione ordinaria e cioè le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
  • interventi di efficienza energetica, inclusi gli interventi previsti dall’articolo 119 del Dl Rilancio per cui è prevista la detrazione del 110%;
  • adozione di misure antisismiche, incluse anche in questo caso le spese per cui sarà possibile godere della super detrazione del 110% prevista dall’articolo 119;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, già in precedenza agevolati dalla legge di stabilità 2020 con il riconoscimento della maxi detrazione del 90%; tra l’altro nel casoin cui i lavori sulla facciata siano di isolamento termico con interessamento dell’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, i contribuenti potranno usufruire della super detrazione del 110%;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici, compresi quelli agevolabili al 110% se rispondenti ai requisiti di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del Dl Rilancio;
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, normalmente agevolate con la detrazione del 50%.
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Via libera alla trasformazione della detrazione in credito d’imposta compensabile orizzontalmente o cedibile a terzi ovvero allo sconto in fattura per le detrazioni generate sulle manutenzioni straordinarie, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia. Si tratta di una novità assoluta (assieme alle opzioni previste per il bonus facciate e per quello sul fotovoltaico), introdotta dall’articolo 121 decreto Rilancio e che potrà essere utilizzata fino alla fine del 2021. In questo articolo è stato chiarito quali sono i lavori che si possono fare gratis con l’Ecobonus 2020.