Coronavirus, così muore il turismo in Sicilia

C’è la prima vittima del coronavirus in Sicilia, è il turismo. E non si tratta di una esagerazione. La notizia dei contagi di coronavirus a Palermo nei giorni scorsi e a Catania oggi stanno iniziando a fare storcere il naso a chi ha prenotato le vacanze in Sicilia o stava progettando di prenotare un soggiorno sull’Isola.

Così hotel, bed ad breakfast e altre strutture turistiche stanno iniziando sentire i primi sintomi di una crisi causata dalla paura. La stagione turistica primaverile sembra ormai compromessa, quella estiva si prospetta a forte rischio e si registra già un calo dei viaggiatori in arrivo in Sicilia. Sono decine e decine le disdette ogni ora che passa.

A lanciare l’allerme sono per lo più tutte le associazioni di categoria, a cominciare da Confesercenti Sicilia. E i dati che arrivano dalle agenzie di viaggio e dai tour operator dell’Isola fanno suonare il campanello d’allarme anche per il periodo estivo. L’impatto negativo del coronavirus sul turismo siciliano, immediato e a lungo termine, è confermato anche da Nicola Farruggio, vicepresidente di Federalberghi nell’Isola.

Oltre al settore ricettivo, sottolinea Antonio Graffagnini, presidente regionale dell’Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori, «anche il comparto dei bus a noleggio è rimasto senza ossigeno. Da marzo ad aprile, infatti, i pullman delle imprese attive in Sicilia sono rimaste a secco di turisti, soprattutto a causa dell’annullamento delle gite scolastiche.

“L’ho detto, e lo ripeto, i turisti provenienti dalle zone gialle farebbero meglio a rimandare di qualche settimana il loro arrivo in Sicilia”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Regione Siciliana Musumeci alla notizia di un altro caso di contagio da Coronavirus a Catania. Un appello alla prudenza quello del Governatore che ripete “la Sicilia è e resta, finora, una regione sicura, dove trascorrere la vacanza in un clima assai propizio” .

E una riduzione di passeggeri, negli ultimi due giorni, si è registrata anche all’aeroporto di Palermo per gli arrivi e le partenze da e per Milano, Bergamo e Venezia. La Gesap, società che gestisce lo scalo, segnala una flessione tra il 10 e il 25%, mentre nell’aeroscalo di Catania la Sac deve ancora fare il punto

Intanto in tutti gli aeroporti siciliani e d’Italia sono attivi i controlli anti coronavirus. Tutti i passeggeri in partenza o in arrivo presso gli scali nazionali possono continuare a fruire dei servizi e dell’assistenza offerti in aeroporto per una positiva esperienza di viaggio. L’intera filiera aeroportuale sta mettendo in campo tutte le proprie forze e le risorse a disposizione per garantire la mobilità dei cittadini e supportare le competenti Istituzioni nella complessa macchina organizzativa dei controlli sanitari.