Gherda Caruso, 50 anni, è stata trovata senza vita nella sua casa di via Maccionello, a Palermo, a pochi passi dall’ospedale Cervello. Sul corpo, dopo una prima ispezione del medico legale, non risultano segni di violenza. Ma i familiari non credono alla morte naturale e accusano il marito, ipotizzando un possibile avvelenamento. L’autopsia, fissata per domani alle 9,30 al Policlinico dal pm Antonio Carchietti, dovrà chiarire le cause del decesso.
La Procura ha aperto un’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati Giuseppe Greco, 46 anni, autista di mezzi pesanti, marito della vittima, con l’ipotesi di omicidio preterintenzionale. È un atto dovuto, che ha permesso alla difesa, affidata all’avvocato Fausta Catalano, di nominare un consulente per l’esame autoptico, considerato accertamento irripetibile. Gli investigatori hanno sequestrato il cellulare dell’uomo e acquisito la documentazione sanitaria della donna, che soffriva di diabete e problemi cardiaci.
A trovare il corpo sarebbe stato lo stesso Greco. Ha riferito agli investigatori del commissariato San Lorenzo di essere uscito di casa intorno alle 6,30 per andare al lavoro e, non riuscendo a contattare la moglie, di essere rientrato prima del previsto. L’avrebbe trovata a terra accanto al letto e ha chiamato il 118. All’arrivo dei sanitari, però, non c’era già più nulla da fare.

Sentito a lungo dagli investigatori, ha negato ogni responsabilità. «Si faccia l’autopsia, così si vedrà che non c’entro niente nella morte di mia moglie», ha dichiarato.
Posizione opposta quella dei genitori di Caruso, assistiti dagli avvocati Daniela Spinnato e Antonia Mutolo. Sono stati loro a sollevare i sospetti, parlando di rapporti difficili con il genero e sostenendo che la morte non sia stata naturale. La madre ha riferito che, subito dopo il ritrovamento della figlia, il marito non le avrebbe permesso di entrare nell’appartamento.
Al momento non ci sono elementi certi che facciano pensare a un delitto. A carico della coppia non risultano denunce per maltrattamenti o episodi di violenza familiare. Gli inquirenti stanno verificando ogni aspetto, a partire dall’orario della chiamata al 118.
«La vita ci ha riservato una cruda sorpresa, tra le più brutte, tra le più dolorose», ha scritto su Facebook la zia della donna, Annamaria Gambino. «Gherda, carissima nipote mia, ci hai lasciato un vuoto incolmabile».



