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Ospedale Ingrassia, i sindaci chiedono un tavolo urgente con la Regione, 100mila persone senza cure?

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Ospedale Ingrassia, i sindaci chiedono un tavolo urgente con la Regione, 100mila persone senza cure?
Il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono

PALERMO / MONREALE – Nove sindaci, una lettera e una richiesta chiara: evitare che il cantiere all’ospedale Ingrassia di Palermo lasci senza assistenza un intero comprensorio. I primi cittadini dei Comuni aderenti al Consorzio Sviluppo e Legalità hanno scritto al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per ottenere garanzie sulla continuità delle cure mentre si avvicina l’avvio dei lavori di ristrutturazione del presidio.

La lettera aperta porta le firme di Gianluca Raccuglia (Altofonte), Luigi Cino (Camporeale), Walter Rà (Corleone), Alberto Arcidiacono (Monreale), Pietro Rao (Partinico), Rosario Petta (Piana degli Albanesi), Giuseppe Palmeri (Roccamena), Vito Cannella (San Cipirello) e Giuseppe Siviglia (San Giuseppe Jato). Sono i nove amministratori che guidano le comunità interessate dalle sorti del presidio palermitano.

I firmatari non contestano la necessità dei lavori: riconoscono anzi la fondamentale importanza degli interventi di riqualificazione per la struttura ospedaliera. Ciò che li preoccupa sono le conseguenze concrete per i cittadini nel caso in cui l’Ingrassia dovesse chiudere o ridimensionare la propria attività, anche solo per il tempo occorrente a completare il cantiere.

Un presidio di riferimento per oltre centomila persone

Per i Comuni del comprensorio l’Ingrassia è un punto di riferimento sanitario essenziale: i residenti che vi fanno capo superano le centomila unità. Una sospensione delle attività, sottolineano i sindaci, ricadrebbe in modo particolare sulle fasce più vulnerabili della popolazione, a partire dagli anziani, dalle persone con patologie croniche e da chi ha bisogno di cure tempestive.

È questo bacino d’utenza a spiegare la scelta di rivolgersi direttamente al vertice del governo regionale. L’obiettivo dichiarato è garantire il diritto alla salute ed evitare che la ristrutturazione dell’ospedale si traduca in un grave disservizio per un intero territorio.

Il timore di una rete sanitaria in affanno

Tra i timori più forti c’è l’ipotesi di trasferire le attività dell’Ingrassia verso altre strutture di Palermo. Secondo i sindaci, uno spostamento di questo tipo, se non preceduto da un potenziamento degli ospedali chiamati ad accogliere i pazienti, rischierebbe di paralizzare l’intera rete sanitaria cittadina. Le conseguenze indicate nella lettera sono un drammatico allungamento delle liste d’attesa e un sovraffollamento dei pronto soccorso.

Il ragionamento dei primi cittadini è lineare: non si può chiedere ad altre strutture di assorbire un carico aggiuntivo di pazienti senza prima verificare che siano in grado di reggerlo. Per questo il tema della capacità ricettiva diventa centrale nella richiesta rivolta alla Regione.

Le tre richieste a Schifani e all’assessore Caruso

La nota è indirizzata al presidente Schifani e all’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso. I sindaci avanzano tre proposte precise, da tradurre in atti concreti mentre l’avvio dei lavori si avvicina.

La prima riguarda l’organizzazione dei servizi: i primi cittadini chiedono di individuare soluzioni logistiche e organizzative che consentano di mantenere all’Ingrassia le prestazioni sanitarie essenziali per tutta la durata dei lavori.

La seconda è una programmazione integrata. Prima di qualsiasi rimodulazione dei servizi, sostengono, andrebbe verificata la reale capacità ricettiva delle altre strutture ospedaliere, così da non scaricare il carico su strutture non ancora pronte a sostenerlo.

La terza è l’istituzione di un tavolo di confronto urgente: un incontro con le istituzioni locali e con gli organismi sanitari competenti per individuare risposte concrete e condivise.

Nel testo non manca un messaggio di fiducia verso le istituzioni regionali. «Confidiamo nella sensibilità del Presidente Schifani e nelle istituzioni regionali» – si legge nella nota condivisa dai Primi Cittadini – «affinché il processo di modernizzazione della struttura proceda di pari passo con la salvaguardia del diritto alla salute e della continuità assistenziale per tutti i nostri cittadini».

La vicenda, nelle intenzioni dei firmatari, riguarda qualcosa di più ampio di un singolo cantiere: la tenuta dell’assistenza sanitaria per i cittadini di nove comunità e l’equilibrio dell’intera rete ospedaliera del capoluogo.

Il confronto con la Regione è ora il passaggio decisivo. I sindaci del Consorzio attendono risposte sulle misure da mettere in campo perché la modernizzazione dell’Ingrassia e la tutela dei pazienti del comprensorio possano procedere insieme, senza che l’una vada a discapito dell’altra.

L’autore

Gaetano Ferraro è il Direttore Editoriale di Direttasicilia.it. Laureato magistrale in Geologia, dal 2012 si occupa di informazione locale con un approccio rigoroso ai temi di politica siciliana, cronaca, economia, ambiente e cultura. Il suo background scientifico gli conferisce una competenza distintiva nella trattazione delle questioni ambientali e territoriali dell'isola.

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