A quasi un anno dalla sparatoria che insanguinò via Benedetto D’Acquisto durante i festeggiamenti per il Santissimo Crocifisso, il Tribunale di Palermo affronta oggi l’udienza preliminare che deciderà il futuro giudiziario dei tre giovani dello Zen accusati di strage. Ma le indagini non si fermano: i carabinieri stanno vagliando la posizione di ulteriori ragazzi che potrebbero essere stati coinvolti nella notte del 27 aprile 2025.
Davanti al Gup Marta Maria Roberta Bossi compare il rinvio a giudizio richiesto dalla Procura nei confronti di Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e Samuel Acquisto, di 20, 21 e 19 anni rispettivamente. Tutti e tre sono reclusi e difesi dagli avvocati Corrado Sinatra, Riccardo Bellotta e Francesco Oddo. L’accusa è di concorso in strage: il 27 aprile scorso, una lite legata all’uso di motorini degenerò in una sparatoria che uccise Salvo Turdo, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, ferendo altre due persone, un uomo di trentacinque anni e un minore.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Conti e Calvaruso avrebbero impugnato le armi e aperto il fuoco sulla folla in festa. Acquisto, invece, avrebbe incoraggiato lo sparo e poi condotto la Bmw Gs nera utilizzata nella fuga. Oltre venti colpi furono esplosi a bruciapelo, calibrati all’altezza del corpo. Ai tre contestati anche i reati di rissa aggravata, porto illegale d’armi e detenzione di munizioni, con l’aggravante della futilità dei motivi: una discussione su motorini che si è trasformata in una strage.

Il Comando dell’Arma non ha archiviato il fascicolo. Le immagini delle telecamere di sorveglianza e le deposizioni dei testimoni continuano a essere vagliate, con l’obiettivo di chiarire ogni dettaglio di quella serata e di verificare se altri giovani presenti al raduno abbiano partecipato direttamente o indirettamente ai fatti. Non è escluso che il novero degli indagati possa ampliarsi.
Nel frattempo, il Comune di Monreale ha preannunciato che si costituirà parte civile nel processo. La comunità monrealese, scossa dalla tragedia che ha tolto la vita a tre giovani in una festa tradizionale, attende risposte dalla giustizia. L’udienza odierna rappresenta una tappa fondamentale, ma per gli investigatori la ricerca della verità rimane ancora aperta.

