Erano le 19:03 di sabato 21 marzo quando qualcosa è cambiato. La sequenza sismica che da ore teneva con il fiato sospeso le coste tirreniche della Sicilia ha fatto un salto improvviso verso l’interno: l’epicentro si è spostato dal mare aperto alle Madonie orientali, scaricando in dodici minuti una raffica di scosse che ha fatto tremare case, strade e piazze tra Castel di Lucio, Pettineo e Mistretta.
La Sala Sismica dell’INGV di Roma ha registrato tutto in tempo reale. Prima la magnitudo 3.7 delle 19:03, con epicentro a quattro chilometri a sud di Pettineo. Poi, a distanza di sessanta secondi, la scossa più forte della serie serale: magnitudo 4.1, ipocentro a 26 chilometri di profondità, due chilometri a sud di Castel di Lucio. Quasi in contemporanea, un’altra scossa da magnitudo 3.0 ha interessato l’area di Mistretta. Non era ancora finita: alle 19:06 la terra ha tremato di nuovo con magnitudo 3.3 a nord di Castel di Lucio, e alle 19:15 è arrivata un’ulteriore scossa da 3.2, sempre nello stesso comune. Un sesto evento, stimato tra magnitudo 2.9 e 3.4, è ancora in fase di elaborazione da parte dei tecnici dell’istituto.
Cinque scosse certe in meno di un quarto d’ora, tutte concentrate in un raggio strettissimo, con profondità degli ipocentri comprese tra i 21 e i 27 chilometri. Non scosse lontane percepite come un leggero ondeggiamento: eventi che si sono fatti sentire a pochi chilometri dai centri abitati, nelle strade, nelle abitazioni, nelle chiese di paese dei Nebrodi e delle Madonie.

Eppure questa non è una storia cominciata stasera. Bisogna tornare indietro di quasi sedici ore, a poco prima delle tre di notte, quando il mare a nord della Sicilia si è messo in moto senza preavviso. Due scosse ravvicinate — magnitudo 4.6 e poi magnitudo 4.3, separate da soli tre minuti — hanno strappato dal sonno gli abitanti delle Isole Eolie e di tutta la fascia tirrenica fino a Palermo. In quelle prime ore di buio i sismografi avevano già contato quindici eventi. Una sequenza lunga, insistente, che non ha mai davvero concesso una pausa.
La scossa di magnitudo 4.1 di questa sera è la risposta della terra a chi sperava che il peggio fosse passato. La sequenza non si è esaurita in mare: si è spostata, ha trovato nuove faglie su cui scaricarsi, ha portato l’agitazione sismica fin dentro i paesi. Castel di Lucio, poco più di mille abitanti sulle montagne tra Messina e Palermo, nelle ultime ore è diventato il punto di riferimento di una mappa che nessuno avrebbe voluto tracciare.
Le autorità di protezione civile sono in monitoraggio costante. Al momento non risultano danni a persone o strutture, ma la situazione resta in evoluzione. L’INGV continua ad aggiornare i dati.
