Palermo perde una delle voci più autentiche della sua scena musicale underground. Giuseppe D’Arpa, conosciuto da tutti come “U Skaman”, è scomparso a 48 anni appena compiuti dopo un periodo di malattia. Era il frontman dei Cheech Skaos, la band che tra la fine degli anni Novanta e i primi del Duemila aveva introdotto il genere Ska nel panorama musicale del capoluogo siciliano, trasformandolo in un fenomeno capace di muovere folle e creare comunità.
La storia dei Cheech Skaos nasce nel 1997 da un’amicizia e da una passione condivisa. Giuseppe e il chitarrista Andrea Imperato si trovano uniti dall’amore per quel ritmo giamaicano contaminato dal punk, e decidono di fondare insieme il gruppo. Il progetto decolla rapidamente: i loro concerti diventano eventi attesi, capaci di trascinare il pubblico grazie a un mix esplosivo di improvvisazione, energia visiva e capacità di far ballare chiunque si trovasse sotto il palco. Giuseppe amava raccontare i primi passi della band, tra cui il battesimo del fuoco in un centro sociale occupato, finito con l’arrivo della polizia e una fuga collettiva che era diventata un aneddoto leggendario tra i fan.
Nel corso degli anni i Cheech Skaos costruiscono una carriera solida, costellata di tappe significative. Partecipano a diverse edizioni della Festa dell’Unità e al festival Palermo Pop 2000, dove salgono sul palco accanto ai C.S.I. e ai Pietasters, storica band ska statunitense. Il momento forse più emozionante arriva il 26 luglio 2011, quando aprono il concerto di Manu Chao & Radio Bemba a Catania davanti a oltre ventimila spettatori. Due anni prima, nel 2003, era arrivato il debutto discografico su scala nazionale: l’album omonimo “Cheech Skaos”, undici tracce prodotte dall’etichetta Etnagigante di Roy Paci e distribuite dalla Goodfellas di Roma.

Alla notizia della sua scomparsa, i social si sono riempiti di messaggi. Angela Traina scrive che lo ha amato come un fratello, augurandogli di volare libero come aveva sempre desiderato. Valeria Balatella ricorda come la sua passione l’abbia avvicinata allo Ska. Claudio Hesed lo saluta come un compagno di mille avventure, andato via troppo presto.
Con Giuseppe D’Arpa se ne va un pezzo di storia musicale palermitana: quella suonata nelle strade, nei centri sociali, nei festival, con la stessa gioia contagiosa di chi fa musica perché non riesce a farne a meno.



