La bambina accoltellata dal padre è stata estubata

La bambina, ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale Civico di Palermo, è stata estubata nelle ultime ore. Le sue condizioni restano critiche
di Redazione Web
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Si apre uno spiraglio di speranza per la piccola di 3 anni accoltellata lo scorso 23 maggio dal padre Daniele Alba insieme alla madre e al fratellino di 6 anni nella loro abitazione di Cianciana. La bambina, ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Civico di Palermo, è stata estubata nelle ultime ore. Le sue condizioni restano critiche, ma i medici valuteranno nei prossimi giorni eventuali danni cerebrali provocati dalle ferite.

La piccola dovrà subire almeno un altro intervento chirurgico maxillo-facciale per la ricostruzione della mandibola, operata subito dopo il ricovero d’urgenza. Nel frattempo migliorano anche le condizioni del fratellino 6enne, anch’egli trasportato in codice rosso all’ospedale di Agrigento.

Proprio al tempestivo intervento dell’equipaggio del 118 accorso quella mattina nell’appartamento teatro dell’orrore la bimba deve la vita. L’operatore soccorritore Enzo Guida, con coraggio e sangue freddo, era riuscito a convincere Alba asserragliato in casa a consegnargli la piccola, ancora viva nonostante le numerose coltellate inferte dal padre.

“Mi sono avvicinato alla finestra con una gru, implorandolo di darci la bimba – ha raccontato Guida -. All’inizio non voleva, ho insistito e per fortuna alla fine ha ceduto”. Un gesto eroico che gli è valso un encomio dalla Seus 118, come sottolineato dal presidente Riccardo Castro: “I nostri soccorritori uniscono capacità professionali, spirito di sacrificio, empatia e umanità. Enzo Guida ne è un esempio”.

Sulla ricostruzione esatta della drammatica vicenda sono ancora in corso gli accertamenti dei Carabinieri del Ris, giunti per un sopralluogo nell’appartamento dove la furia omicida di Alba si è scatenata contro moglie e figli. Dagli esiti delle tracce ematiche rinvenute, per lo più concentrate nell’ingresso, si cercherà di ricavare la dinamica di quanto accaduto.

Nel frattempo la difesa dell’indagato, attualmente recluso nel carcere Di Lorenzo di Agrigento con l’accusa di triplice tentato omicidio, sequestro di persona e maltrattamenti, si appresta a nominare un perito per stabilire la capacità di intendere e di volere del 35enne, sia al momento del fatto che attualmente. Anche la moglie, parte lesa nella drammatica vicenda, è assistita da un legale.

I contorni della tragedia familiare restano oscuri. Alba, operaio incensurato, era descritto dai vicini come una brava persona. Nessuno aveva percepito disagi o litigi tali da poter presagire un simile epilogo. Sarà determinante capire cosa abbia scatenato quella mattina la sua furia devastante, se si sia trattato di un raptus improvviso o ci fossero stati segnali ignorati di una escalation di tensione e violenza.

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