Palermo, “Mio padre morto per una buca, vogliamo giustizia”, lo strazio del figlio

“Mio padre ha perso la vita per una buca e ha lasciato quattro figli a casa e una moglie”, ha dichiarato tra le lacrime il figlio maggiore
di Redazione Web
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Una tragedia immane si è consumata questo pomeriggio a Palermo, dove un uomo di 38 anni, Samuele Fuschi, ha perso la vita in un incidente stradale causato da una voragine sull’asfalto. La vittima viaggiava a bordo del suo scooter SH in viale Regione Siciliana, nel tratto tra il ponte Bonagia e l’ex rotonda di via Oreto, quando ha perso il controllo del mezzo proprio a causa della presenza di una profonda buca sulla carreggiata. L’impatto è stato fatale e l’uomo è deceduto sul colpo.

“Mio padre ha perso la vita per una buca e ha lasciato quattro figli a casa e una moglie”, ha dichiarato tra le lacrime il figlio maggiore della vittima, Alessio Fuschi, giunto sul luogo della tragedia insieme ai familiari. “Ora piangiamo per lui, che era un grande lavoratore, tutto casa e famiglia. Era orgoglioso dei suoi figli, un uomo eccezionale e chi lo conosceva può confermarlo. Ora chiediamo giustizia”, ha proseguito il giovane 18enne. Parole cariche di rabbia e dolore, che ben descrivono lo sgomento per la morte improvvisa di un padre di famiglia stimato da tutti.

Samuele Fuschi lascia nello sconforto la moglie e quattro figli, di cui la più piccola ha appena 4 mesi. “Mio padre era orgoglioso di me, gli ho solo dato gioie, mai dispiaceri. La mia sorellina più piccola ha soli quattro mesi e da adesso in poi sarò io a farle da padre”, ha aggiunto il primogenito Alessio, consapevole del ruolo che ora gli spetta per sostenere la sua famiglia.

Stando ai primi rilievi effettuati dalla polizia municipale, appare evidente che la causa dell’incidente sia da ricondurre proprio alla presenza della voragine sull’asfalto, un cedimento improvviso che non ha lasciato scampo al motociclista. Nessuna segnalazione risulta essere pervenuta negli ultimi giorni al Comando della polizia municipale circa la presenza della buca, nonostante si trovasse lungo l’arteria più trafficata della città.

Immediata è giunta la replica del Comune di Palermo, che ha espresso vicinanza ai familiari della vittima, pur sottolineando come sia stato impossibile intervenire tempestivamente dal momento che non erano giunte segnalazioni.

“Questa amministrazione, negli ultimi mesi, ha attivato i primi cantieri, mettendo a disposizione il massimo che può in termini di uomini, mezzi e risorse economiche, dopo anni di immobilismo e dopo aver ridato agibilità finanziaria al Comune, rimasto senza bilancio per oltre tre anni”, si legge nella nota del Comune. “Siamo consapevoli dei ritardi da recuperare e non ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Diciamo solo che avere rimesso in piedi i conti ci consente oggi di far andare avanti le opere sia di giorno, sia di notte. Anche l’attività di rattoppo è molto intensa e procede giorno dopo giorno, ma arrivare ovunque nello stesso momento non si può”.

E ancora: “In queste settimane si sta procedendo con il rifacimento delle strade della quarta circoscrizione e questo avverrà nei prossimi mesi anche nelle altre, dopo un lavoro di mappatura delle buche della città, mai eseguito prima”.

Parole che suonano come una debole giustificazione agli occhi dei familiari della vittima e dell’opinione pubblica, che chiedono verità e giustizia per l’assurda morte di Samuele Fuschi, l’operaio di 43 anni deceduto per una fatale caduta causata da un fondo stradale dissestato. La Procura ha intanto aperto un’inchiesta per fare luce sull’episodio ed accertare eventuali responsabilità colpose.

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