Papà-orco violenta e mette incinta la figlia 13enne, gli abusi anche in ospedale

È stata la gravidanza della giovane, emersa durante una visita in ospedale, a far emergere la terribile verità
di Redazione Web
lettura in 3 minuti

Una storia di abusi intollerabili è la tragica vicenda di una tredicenne vittima delle attenzioi morbose di un padre-orco. Una storia agghiacciante, una vicenda che mette in luce la brutalità degli abusi e la vulnerabilità dei minori, ma anche la complicità e la presunta omertà di chi avrebbe dovuto proteggerli.

La protagonista della tragica storia è una ragazzina di soli 13 anni, la cui innocenza è stata calpestata da colui che avrebbe dovuto essere il suo principale difensore: il padre. Un uomo di 45 anni, di origini filippine, ora dietro le sbarre con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne e maltrattamenti verso la moglie e gli altri figli.

La scoperta della gravidanza

È stata la gravidanza della giovane, emersa durante una visita al Sant’Anna di Torino, a far emergere la terribile verità. Inizialmente, la ragazzina aveva fornito risposte evasive riguardo all’identità del padre del bambino che portava in grembo, parlando di compagni di scuola e conoscenze online. Le telecamere nascoste installate dagli investigatori hanno catturato un’immagine scioccante: il padre stesso, incurante del luogo e della condizione della figlia, si è intrufolato nella sua stanza d’ospedale per abusare di lei ancora una volta.

L’analisi del DNA ha confermato l’orribile verità: il bambino, nato ad agosto, era frutto degli abusi del padre sulla figlia. Un bambino che ora è stato dato in adozione, in cerca di una vita migliore lontano da questo incubo.

La madre complice?

Ma la vicenda si complica ulteriormente. La madre della ragazzina è stata a sua volta indagata per concorso in violenza sessuale. Secondo l’accusa, la donna era a conoscenza degli abusi subiti dalla figlia tra le mura domestiche, ma non ha mai denunciato. Un silenzio inspiegabile che ha permesso al carnefice di continuare indisturbato la sua scia di violenze.

Inoltre, un’amica di famiglia è stata coinvolta nell’inchiesta per aver cercato di convincere la tredicenne a non raccontare gli abusi paterni e a incolpare un compagno di cui, però, non doveva ricordare il nome.

Una storia di sopraffazione e terrore

Le indagini del pm Enzo Bucarelli hanno ricostruito un quadro inquietante di abusi e terrore all’interno delle mura domestiche. Gli abusi sulla figlia sarebbero iniziati nell’autunno del 2022, con il padre che approfittava di lei in casa. Ma le violenze non si limitavano alla ragazzina: la moglie stessa subiva maltrattamenti fisici e psicologici, picchiata con un bastone, presa a pugni e colpita al volto con oggetti scagliati durante le liti.
Nessuno poteva ribellarsi al volere di quest’uomo, che pretendeva obbedienza assoluta e puniva ogni contraddizione con la forza fisica. Un clima di terrore che ha permesso agli abusi di perpetrarsi indisturbati.

Commenta