Sembra una pillola ma è un pacemaker, impiantato il Policlinico il più piccolo del mondo

Il dispositivo, comparabile in dimensioni a una compressa di vitamine, è stato impiantato direttamente nella cavità cardiaca attraverso la vena femorale
di Redazione Web
lettura in 4 minuti
Sembra una pillola ma è un pacemaker, impiantato il Policlinico il più piccolo del mondo

Al Policlinico di Palermo su due pazienti, un uomo e una donna, è stato impiantato il pacemaker più piccolo al mondo. L’intervento è stato eseguito dal dottor Giuseppe Coppola con la collaborazione di tutta l’equipe di Aritmologia e Cardiologia intensiva dell’Azienda ospedaliera universitaria.

Il dispositivo, comparabile in dimensioni a una compressa di vitamine, è stato impiantato direttamente nella cavità cardiaca attraverso la vena femorale. “Siamo il primo ospedale in Italia – afferma Coppola – ad aver adottato la tecnologia Medtronic Micra™ AV2 e Micra™ VR2, la nuova generazione dei pacemaker più piccoli del mondo. Questi nuovi dispositivi miniaturizzati – spiega il cardiologo – eliminano le potenziali complicanze dei pacemaker tradizionali legate agli elettrocateteri e alla “tasca” chirurgica sotto la pelle e grazie al 40% di estensione della longevità della batteria permettono alla maggior parte dei pazienti di aver bisogno di un solo pacemaker per tutta la vita”.

Il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Maria Grazia Furnari, commenta: “Questa notizia conferma l’elevato standard qualitativo che il “Paolo Giaccone” è in grado di offrire e il valore del lavoro di squadra del personale della Cardiologia.

Le grandi competenze dei nostri professionisti, abbinate all’ innovazione portano a ottimi risultati come questo, sintesi perfetta tra ricerca, assistenza e tecnologia. Il Policlinico ha in corso diversi progetti sulla modernizzazione dell’assistenza, dai nuovi dispositivi medici alle terapie innovative, dalle apparecchiature di radiodiagnostica e medicina nucleare alle nanotecnologie oltre alla digitalizzazione e la telemedicina, tutti finalizzati a garantire un’assistenza di eccellenza e migliorare la qualità della vita dei pazienti”.

I pacemaker sono il più comune strumento per trattare i ritmi cardiaci lenti o irregolari (bradicardia) e il blocco atrioventricolare (AV), in cui risultano compromessi i segnali elettrici tra le camere del cuore (gli atri e i ventricoli). Tramite l’invio di impulsi elettrici al cuore, questi dispositivi contribuiscono a ripristinare il ritmo normale del cuore.

”Oltre ai vantaggi di dimensioni e longevità – aggiunge la Professoressa Giuseppina Novo, Direttore della UOC di Cardiologia – abbiamo scelto di utilizzare la tecnologia Micra™ in quanto offre gli unici pacemaker leadless con capacità di monitoraggio da remoto. Ciò consente all’ospedale di controllare a distanza il dispositivo impiantato senza la necessità che il paziente si rechi di persona in clinica per una visita, con i relativi vantaggi per i pazienti di riduzione delle ospedalizzazioni e maggiore tranquillità in termini di sicurezza”.

Micra™ AV2 e Micra™ VR2 hanno ottenuto la marcatura CE il 5 gennaio 2024, dopo l’approvazione FDA negli Stati Uniti nel 2023, e hanno, inoltre, la marcatura CE per la risonanza magnetica a basso campo che consente ai pazienti di potersi sottoporre in modo sicuro all’esame.

”L’utilizzo dei nuovi dispositivi è un ulteriore passo in avanti – conclude la Professoressa Egle Corrado, responsabile della UOS di Terapia Intensiva Cardiologica – per il potenziamento dell’ attività aritmologica clinica e interventistica al fine di garantire prestazioni in linea agli standard tecnologici più avanzati e consolidare lo stato di HUB aritmologico della nostra Cardiologia e della nostra Azienda ospedaliera”.

Commenta