L’ombra del demonio ad Altavilla Milicia, il rettore rivela in TV fatti inquietanti

Il rettore Mons. Priola rivela a Porta a Porta quante persone hanno chiesto aiuto per presunte possessioni demoniache ad Altavilla Milicia
di Redazione Web
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L'ombra del demonio ad Altavilla Milicia, il rettore rivela in TV fatti inquietanti

Mons. Salvo Priola, rettore della Basilica di Altavilla Milicia ha partecipato a Porta a Porta dopo il tragico caso della mattanza in cui sono morti Antonella Salamone, e Kevine Emanuel Barreca dopo un presunto esorcismo che sarebbe stato eseguito dal padre, dalla figlia e da due sedicenti “santoni”. Il sacerdote, già lo scorso 3 settembre, in occasione dell’ottavario in preparazione della festa della Madonna della Milicia, aveva invitato alla preghiera per le presenze demoniache nel territorio. Lo ha ribadito ieri sera nel corso della trasmissione di Bruno Vespa “Porta a Porta”.

Il rettore di Altavilla Milicia spiega la richiesta di preghiera contro il demonio

“Bisogna tenere presente del luogo dove ci troviamo. Altavilla Milicia non è soltanto la parrocchia territoriale di questo comune è altresì il santuario Mariano diocesano e come diceva Papa Paolo VI, i santuari soprattutto quelli Mariani, sono come delle cliniche dello spirito. Dove giungono uomini e donne da diverse parti. Quando io a settembre, durante l’ottavario della Madonna della Milicia, feci quella che non era un omelia, ma era una intenzione di preghiera, mi sono fatto interprete di quelle richieste che vengono dal popolo di Dio che in quei giorni accorre numeroso al santuario. E ho chiesto a tutti i presenti di unirsi in una preghiera comune e corale, tra le altre intenzioni, anche per questa specie specifica che aveva a che fare con le possessioni”

Il sacerdote rivela quante persone hanno chiesto aiuto per “possessioni”

“Quante persone sono venute a trovarla in una posizione delicata. E quanti erano locali di Altavilla?”, ha chiesto Vespa al sacerdote. “In questi anni e il compito nostro dei sacerdoti qui in santuario è quello di accogliere ascoltare accompagnare e pregare insieme con tutti coloro che vengono e bussano a questo posto per trovare pace, per trovare liberazione da tutto ciò che reca travaglio alla loro vita. In molti casi, quelli che riferiscono e insulti e vessazioni, ossessioni o anche possessioni da parte dello spirito del male, poi abbiamo verificato che in realtà non c’era niente di tutto questo. In alcuni di questi casi, abbiamo avuto, da quello che veniva riferito, impressione che potesse esserci qualcosa di più, cioè un vero e proprio disturbo dello spirito del male. In questi casi seguendo la metodologia e la prassi che abbiamo qui nella nostra Arcidiocesi di Palermo, il sottoscritto in primis, si è ricolto all’esorcista della diocesi, il quale con la sua equipe ha valutato caso per caso i casi che si sono presentati. Ce ne sono, c’è tutto un sottobosco che purtroppo cresce e chiaramente bisogna fare un discernimento, attento e puntuale”.

Il rettore racconta di video ricevuti da famiglie su bambini “posseduti”

“Sono venute delle famiglie anche con dei video in cui hanno dimostrato che c’erano dei bambini con disturbi spirituali. Che cos’è un disturbo spirituale?”, ha chiesto ancora Vesta a Mons. Salvo Priola. “È evidente che prima di dare credito ai racconti che le persone vengono a narrarci, noi chiediamo degli elementi. Dobbiamo cercare di verificare se ci sono degli elementi oggettivi. In qualche caso qualche famiglia ci ha fatto anche vedere dei video che avevano registrato, mentre, secondo la loro opinione, in casa si verificavano anche e a volte in bambini, manifestazioni e straordinarie, atipiche e insolite. Per esempio il bambino che si mette in piedi sul letto e comincia a sputare sul capezzale del letto o il bambino che urlando dice alla mamma, guarda lì e lì lo vedo, mi sta dicendo questo qui di fare delle cose”.

Mons. Priola: la famiglia Salamone non era cattolica

Poi Mons. Salvo Priola ha aggiunto: “La famiglia di Antonella, non era cattolica e non gravitava nella pastorale della nostra comunità. Se si fosse rivolta a noi anche rispetto alla problematica che stava vivendo, noi avremmo avuto gli strumenti utili a d evitare che finissero in mano a persone cattive. Non essendo cattolici, la signora non si è rivolta a noi. Noi non sapevamo nulla. Quando faccio riferimento a intenzioni di preghiera, faccio riferimento ad altre famiglia cattoliche”.

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