Ammazzato a 37 anni in una Palermo violenta: perché è morto Giancarlo Romano

Le telecamere di sicurezza della zona hanno permesso alla Polizia di ricostruire la dinamica degli scontri
di Redazione Web
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Ammazzato a 37 anni in una Palermo violenta: perché è morto Giancarlo Romano

Per un pomeriggio intero Palermo è diventata teatro di una sparatoria in pieno stile Far West, con inseguimenti e conflitti a fuoco tra bande rivali per il controllo delle scommesse clandestine nel quartiere Sperone. Il bilancio finale è stato di un morto, Giancarlo Romano, 37 anni, ex fedelissimo del boss mafioso Antonio Lo Nigro, e due feriti gravi, Alessio Caruso e Camillo Mira.

Tutto sarebbe iniziato da una richiesta di di 2.500 euro avanzata da Caruso, luogotenente di Romano, ai Mira, per la presunta attività di raccolta di scommesse illegali online gestita nel rione dal figlio Pietro. I soldi dovevano coprire i debiti contratti dai Mira con il clan per l’utilizzo della rete di gioco, ma la famiglia non era in grado di pagare avendo già speso i guadagni per saldare le vincite degli scommettitori.

Di fronte al rifiuto, Caruso ha reagito colpendo Pietro Mira al viso con un tirapugni e procurandogli una profonda ferita alla guancia, curata prima al Buccheri La Ferla e poi al reparto di chirurgia plastica del Policlinico. Il padre Camillo e il fratello Antonio Mira, armati, si sono quindi recati al tabacchi di Romano in Corso dei Mille per vendicarsi, ma ne è nata una sparatoria in cui Camillo è rimasto ferito ed è fuggito al garage di famiglia dove si trovava il centro scommesse.

Qui, poco dopo, sono arrivati Romano e Caruso intenzionati a regolare definitivamente i conti. Dopo una nuova lite è partita l’ennesima sparatoria in cui l’ex luogotenente del boss Lo Nigro è stato ucciso, mentre Caruso è rimasto gravemente ferito e trasportato d’urgenza in ospedale.

Le telecamere di sicurezza della zona hanno permesso alla Polizia di ricostruire la dinamica degli scontri, mentre le deposizioni dei Mira hanno chiarito il movente legato al controllo delle scommesse clandestine.

Le forze dell’ordine hanno fermato nelle ultime ore i fratelli Mira con l’accusa di omicidio, tentato omicidio e estorsione, mentre si cerca di rintracciare i complici di Romano e gli altri responsabili della sparatoria che per un pomeriggio ha trasformato Palermo in un teatro di guerriglia urbana degna del Far West.

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