Altavilla Milicia, la setta reclutava adepti con manipolazioni e tisane miracolose

Negli audio trapelati, si sentono i due interlocutori che con insistenza cercano di convincere un possibile adepto a unirsi al loro gruppo.
di Redazione Web
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Altavilla Milicia, la setta reclutava adepti con manipolazioni e tisane miracolose

Una presunta setta che prometteva cura e benessere attraverso l’assunzione di integratori e tisane ma in realtà mirava a reclutare nuovi adepti, secondo quanto emerso da alcuni audio diffusi nella puntata di ieri di Pomeriggio Cinque. Protagonisti la coppia composta da Sabrina Fina e Massimo Carandente, in carcere, che su Facebook pubblicizzavano prodotti spacciati come miracolosi ma in realtà utilizzati come esca per attirare potenziali seguaci.

Negli audio trapelati, si sentono i due interlocutori che con insistenza cercano di convincere un possibile adepto a unirsi al loro gruppo. Un chiaro caso di manipolazione psicologica, con l’utilizzo di pressioni morali e minacce velate per costringere la persona a sottomettersi alla dottrina.

“A noi quello che interessa è strappare più anime possibili a Satana”, afferma Sabrina, mostrando la vera natura del gruppo: non la guarigione, ma il reclutamento di nuovi fedeli. I toni da veri e propri fanatici lasciano intravedere una setta che ruota attorno alla figura carismatica della coppia, venerata come inviata divina.

Tra le tecniche adoperate per soggiogare la vittima, anche il senso di colpa, l’accusa di tempo perso inutilmente, il monito a non “piangersi addosso” e ad agire subito seguendo gli ordini senza discutere. In caso di esitazione, veniva ventilata perfino la minaccia dell’inferno e del castigo eterno.
«Occhio a quello che fai, abbassa il tuo io e innalza Dio con tutto il cuore e non con le Madonnine e i santi, santini e le santuzze. Non vogliamo persone che pensano di prendere in giro Lui e in giro noi, meglio solo con Dio che non queste persone così, ok?».

Un copione che purtroppo si ripete in molti casi di sette sfruttanti, dove la manipolazione si insinua attraverso false speranze di benessere per poi mostrare il vero volto di organizzazioni che celano un’indottrinazione pericolosa.

Fortunatamente la vittima, pur sedotta inizialmente dalle promesse di guarigione, ha rifiutato di entrare a far parte del gruppo, come emerge nell’audio finale. Un lieto fine grazie alla presenza di spirito del diretto interessato, che è riuscito a sottrarsi al tentativo di plagio. «Quando ci penso, grazie a Dio, veramente il Signore mi ha aperto gli occhi – sono le parole del testimone -. Mi ero fissato anche perché mi dicevano di bruciare le cose, mi stavano facendo esaurire. Ma con chi avevo a che fare?».

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