Una setta satanica dietro l’orrore di Altavilla Milicia? Potrebbero spuntare altri complici

Potrebbe esserci una vera e propria setta dedita ad esorcismi violenti che avrebbe circuito le fragilità psicologiche di Barreca e figli
di Gaetano Ferraro
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Una setta satanica dietro l'orrore di Altavilla Milicia? Potrebbero spuntare altri complici

Sotto un apparente alone di normalità si nascondeva un universo di fanatismo religioso e violenza brutale. È quanto stanno scoprendo gli investigatori che indagano sull’efferato omicidio di Antonella Salamone e dei suoi due figli, Kevin di 13 anni ed Emanuel di 4, massacrati nella loro villetta di Altavilla Milicia la notte del 26 gennaio scorso. Una strage compiuta da Giovanni Barreca, marito e padre delle vittime, istigato da una coppia di sedicenti “fratelli di Dio”, Sabrina Fina e Massimo Carandente. Ma dietro questo triangolo degli orrori potrebbe nascondersi una rete più ampia, una vera e propria setta dedita ad esorcismi violenti che avrebbe circuito le fragilità psicologiche di Barreca.

È la pista investigativa che stanno seguendo con attenzione i Carabinieri di Altavilla Milicia, coordinati dal maresciallo Ettore Cannabona. L’obiettivo è capire se Fina e Caradente facessero parte di un gruppo organizzato, con altri adepti che potrebbero aver avuto un ruolo nella preparazione o addirittura nell’esecuzione del massacro. Un’ipotesi avvalorata dal Gip nell’ordinanza di custodia cautelare, che fa riferimento ad una “rete amicale” in grado di rendere difficile il rintraccio dei due istigatori. Si scava negli ambienti pseudo-religiosi che popolano il web, e si ascoltano testimoni che potrebbero aver notato movimenti sospetti attorno alla villetta.

Ma gli investigatori vogliono anche delineare la personalità di Barreca, capire come e quando sia entrato in contatto con questo universo di superstizione. L’uomo in passato aveva frequentato la comunità valdese, del tutto estranea ai fatti: alcuni ex compagni potrebbero fornire utili dettagli per tracciare la sua parabola discendente. Una deriva culminata nel convincimento che moglie e figli fossero posseduti dal demonio e andassero “liberati” con la morte. Una follia omicida pianificata e perpetrata con lucida determinazione, come emerge dalla confessione della figlia diciassettenne, anch’essa in carcere.

Ma la domanda che angoscia i familiari delle vittime è: si poteva evitare questo assurdo eccidio? “Perché nessuno li cercava?”, si chiede su Facebook il padre di Antonella, Angelo Salamone, travolto dal dolore. La figlia era una donna amorevole, aveva cercato più volte di allontanarsi dal marito fanatico. E i nipotini così educati, giustiziati con crudeltà indicibile. “Il gesto di Giovanni è ingiustificabile e orrendo”, scrive Salamone, che non ha dubbi nel definire “assassini” gli artefici della strage.

Sabrina Fina e Massimo Caradente, che si definivano evangelici, sono in realtà per il nonno delle piccole vittime una “setta satanica”. È Barreca che li ha cercati, li ha fatti entrare in casa, li ha assecondati quando dicevano che moglie e figli erano indemoniati. La famiglia Salamone è ora ad Altavilla, accolta con calore dalla comunità sconvolta da tanta ferocia. Una vicinanza che lenisce in parte l’atroce dolore.

Ma nulla potrà restituire i sorrisi del piccolo Emanuel, che compare in una foto sorridente tra i post Facebook del nonno. L’immagine di un bimbo pieno di vita, che nei suoi pochi anni ha conosciuto solo il male più abietto. Un orrore senza fine, che ha strappato una madre ai suoi figli. Lasciando atterriti e smarriti parenti e conoscenti, e un’intera comunità a domandarsi come sia potuto accadere. Le indagini proseguono serrate per dare risposte, e assicurare alla giustizia tutti i responsabili.

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Giornalista pubblicista, direttore responsabile di DirettaSicilia.it e Monrealelive.it. Collaboratore di varie testate, tra cui BlogSicilia.it, SiciliaFan.it e donnaclick.it
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