Setta, esorcismi e sangue: “I fratelli di Dio” hanno ammazzato la famiglia di Altavilla?

L'omicidio di Altavilla, chi sono i Fratelli di Dio che avrebbero fatto uccidere Antonella Salamone e Kevin ed Emanuel Barreca
di Redazione Web
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Setta, esorcismi e sangue: "I fratelli di Dio" hanno ammazzato la famiglia di Altavilla?

Chi sono Sabrina Fina e Massimo Carandente i complici di Giovanni Barreca? La donna gestiva un business online legato a pratiche esoteriche e vendita di prodotti “miracolosi”. L’uomo era un seguace del culto evangelico che aveva abbandonato la chiesa, ritenendola corrotta. Entrambi vivevano a Palermo e si erano conosciuti in un gruppo di preghiera.

Deliri religiosi e messaggi apocalittici sui social

“Credevano di ricevere messaggi divini, si ritenevano inviati da Dio per salvarci” scriveva Kevin, uno dei figli uccisi, in alcuni messaggi inviati ai compagni di scuola. “Non mangiavano, non dormivano, passavano ore a pregare e purificarci con acqua, candele e incensi. Gridavano contro i demoni. Erano totalmente fuori controllo”.

Le indagini puntano a fare luce sul ruolo avuto da Sabrina e Massimo nell’eccidio. Dall’analisi dei loro profili social emerge un’ossessione malata per la religione, tra citazioni apocalittiche e deliri mistici. Sabrina Fina, dell’ossessione religiosa aveva fatto anche un redditizio business pubblicizzando sul web deliranti messaggi da esorcista insieme alla promozione di integratori, tisane e prodotti per la cura del corpo. Lui, Massimo Carandente, optava per l’igiene dell’anima, ma con una terrificante fraseologia consegnata ai social: «Ora il fratello consegnerà a morte il fratello e il padre il figlio; e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire».

Un rapporto nato in chiesa poi sfociato in un culto personale

Un rapporto cominciato nel gruppo di preghiera della chiesa evangelista poi abbandonata perché con un’altra presunta cordata (si indaga per capire se esista), misteriosa e mistica, avevano deciso di costruirsi quasi un loro culto. E, partiti dalla borgata di Sferracavallo a Palermo, dalla loro casa di via dell’Arancio, ecco Sabrina, 44 anni, e Massimo, 51, da tempo conviventi, arrivare dall’altra parte della costa, sulle prime colline dell’autostrada verso Messina. Accolti da Barreca per esercizi, preghiere e riti andati avanti per giorni sotto gli occhi sorpresi del bimbo più piccolo, la vittima di cinque anni appena.

L’unica sopravvissuta, la figlia diciassettenne di Barreca, ritrovata in stato confusionale, adesso confortata e protetta in una casa famiglia, ha rivelato che il padre voleva fare un esorcismo, ma dalle sue parole si cerca di capire se la coppia di presunti complici abbia istigato a uccidere o se ha davvero partecipato alla carneficina.

Cosa dicono i legali di Sabrina e Massimo

L’avvocato Sergio Sparti difensore di Sabrina Fina e Massimo Carandente dichiara che i due sono disperati e in uno stato confusionale, piangendo costantemente a causa della situazione. Si dichiarano innocenti riguardo all’accusa di aver partecipato all’omicidio di Antonella Salamone e dei suoi figli Kevin ed Emanuel, insieme al muratore Giovanni Barreca. Attualmente, Fina e Carandente sono detenuti nel carcere Pagliarelli insieme a Barreca. «I miei clienti non sono mai stati interrogati. Li hanno tenuti in caserma per ore, loro hanno chiesto spiegazioni ma gli è stato risposto che non ne avrebbero avute. Poi sono stati fermati. Io li ho visti oggi, sono confusi e si professano innocenti». Lo dice Vincenzo Sparti, il legale di Sabrina Fina e Massimo Carandente, la coppia fermata ieri sera con l’accusa di aver assassinato, insieme a Giovanni Barreca, la moglie e i figli dell’uomo nel corso di un rituale di purificazione dal demonio delle vittime. Il penalista, che ha incontrato in carcere i due, non avrebbe ancora avuto copia del provvedimento di fermo. «Farò indagini difensive per verificare diverse cose – spiega – ad esempio i reali rapporti tra i miei assistiti e Barreca. A me risulta che si conoscessero appena».

I racconti inquietanti del figlio maggiore prima della strage

I compagni del liceo artistico di Kevin hanno raccontato un particolare inquietante: poco prima dell’omicidio, Kevin aveva inviato un messaggio a un compagno di scuola, dicendo che il fratellino di cinque anni aveva riferito la presenza di demoni in casa, che minacciavano di uccidere e distruggere la famiglia. Kevin aveva anche menzionato l’ingresso in casa di due individui che, secondo lui, erano chiamati “fratelli di Dio”, forse appartenenti alla setta coinvolta, che potrebbe avere questo nome.

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