Fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro: arrestati i fratelli Luppino

I Luppino avrebbero fatto parte della cerchia ristretta di fedelissimi che per anni ha protetto la latitanza di Messina Denaro

I carabinieri del Ros, del comando provinciale di Trapani e gli agenti della polizia del Servizio centrale operativo hanno arrestato Antonino e Vincenzo Luppino, di 30 e 35 anni, con l’accusa di favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena. I due fratelli sono figli di Giovanni Luppino, l’autista personale del boss mafioso Matteo Messina Denaro arrestato a gennaio 2022.

Secondo gli inquirenti, i Luppino avrebbero fatto parte della cerchia ristretta di fedelissimi che per anni ha protetto la latitanza del capomafia, consentendogli di gestire indisturbato affari e potere criminale. Si sarebbero occupati di soddisfare ogni necessità di Messina Denaro: dal procurargli schede telefoniche segrete per le sue comunicazioni al garantirgli una comoda latitanza nell’appartamento in cui è stato scovato.

I Luppino, scrive il gip Alfredo Miontalto nell’ordinanza, avrebbero svolto un ruolo analogo ai Bonafede, l’altra famiglia di fiancheggiatori del capomafia. Non a caso i fratelli Luppino hanno come madrina di battesimo Laura Bonafede, amante di Messina Denaro e custode di molti suoi segreti.

Gli investigatori hanno accertato che i conti correnti di Antonino Luppino hanno effettuato bonifici per oltre 80 mila euro in favore della Bonafede tra il 2017 e il 2018. Per almeno 4 anni, dal 2018 al 2022, i Luppino sono stati vicini di casa del boss, che risiedeva nell’appartamento messogli a disposizione dal geometra Andrea Bonafede in vicolo San Giovanni. Una vicinanza strategica secondo gli inquirenti.

I fratelli Luppino avrebbero accompagnato Messina Denaro in clinica per un intervento chirurgico nel 2021, scortandolo anche al rientro a Campobello di Mazara dopo le dimissioni. Si sarebbero occupati della gestione e manutenzione delle auto utilizzate dal latitante e della ristrutturazione del suo ultimo covo in vicolo San Vito. Avrebbero inoltre effettuato per suo conto il trasloco e la custodia dei mobili.

Persino nel giorno di Natale 2022, come documentato dalle telecamere di sorveglianza, il padre Luppino avrebbe fatto da staffetta con il proprio furgone all’auto di Messina Denaro durante il breve passaggio davanti all’abitazione delle donne legate al boss.

Infine, dagli appunti ritrovati nell’ultimo covo del padrino recentemente deceduto, emergerebbero continui riferimenti proprio ai Luppino, a testimonianza del rapporto di estrema fiducia con la famiglia. I due fratelli si sono sempre dichiarati semplici lavoratori, ma per gli investigatori il quadro probatorio raccolto è solido e li inchioda al ruolo di fiancheggiatori del pericoloso latitante.

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