Incredibile ma vero, il pane con la milza tra i “cibi più disgustosi del mondo”

Incredibile ma vero! Il tipico street food palermitano pani ca' meusa è finito nella discussa classifica dei 100 piatti peggiori al mondo
di Redazione Web
lettura in 5 minuti
Il panino con la milza

Incredibile ma vero! Il nostro amato pane ca’ meusa, vanto dello street food palermitano, è finito nella discussa classifica dei 100 piatti peggiori al mondo stilata dal controverso portale TasteAtlas. Una notizia che lascia basiti e con l’amaro in bocca la maggior parte dei palermitani. Come è possibile che la nostra prelibata milza con limone, apprezzata da palermitani e turisti, sia stata inserita in questa lista nera del cibo?

Eppure il nostro ca’ meusa occupa addirittura il 17esimo posto di questa classifica che fa gridare allo scandalo. Nella descrizione fornita da TasteAtlas si legge testualmente: “Questo semplice panino è composto da un morbido panino vastedda riempito con strisce di milza e (occasionalmente) polmoni di vitello fritti. L’ingrediente principale è la carne e la versione base, nota come schettu, è condita solo con una spruzzata di succo di limone, mentre l’unica altra opzione disponibile è il maritatu, che include un condimento di formaggio caciocavallo grattugiato. Si ritiene che abbia avuto origine nel XV secolo, il panino è uno dei preferiti dalla gente del posto, ma anche una prelibatezza assolutamente da provare per chiunque visiti Palermo. Di solito viene venduto dai venditori ambulanti sparsi per la città”.

Per i palermitani il pane ca’ meusa è una vera istituzione, fa parte dell’identità culinaria palermitana. È impossibile non restare allibiti di fronte a questo piazzamento nella classifica degli orrori alimentari. Non viene spiegato il motivo di questa discutibile valutazione. Forse gli autori non lo hanno nemmeno mai assaggiato?

Oltre al nostro amato ca’ meusa, un altro piatto tipico siciliano è finito in questa assurda black list: le pecorelle di marzapane, dolce pasquale apprezzatissimo nell’Isola. Anche in questo caso, nessuna motivazione plausibile per giustificare la presenza nella graduatoria degli orrori gastronomici.

Ma vediamo nel dettaglio i criteri e il metodo con cui è stata stilata questa discussa e discutibile classifica. Stando a quanto dichiarato da TasteAtlas, “fino al 14 dicembre 2023 sono state registrate 396.447 valutazioni, di cui 273.250 riconosciute legittime dal sistema”. Inoltre, il portale precisa: “Le classifiche di TasteAtlas non dovrebbero essere viste come la conclusione globale finale sul cibo. Il loro scopo è promuovere i cibi locali eccellenti, instillare orgoglio nei piatti tradizionali e suscitare curiosità per piatti che non hai provato”.

Nonostante queste precisazioni, la presenza di alcune eccellenze gastronomiche locali come il nostro amato ca’ meusa lascia davvero sconcertati. Cosa ne pensate voi lettori? Credete davvero che il pane ca’ meusa meriti un posto tra i peggiori 100 piatti al mondo? Noi abbiamo seri dubbi al riguardo!

Ma veniamo alla Top 3 di questa assurda classifica. Sul podio degli orrori culinari, al primo posto troviamo l’Hákarl, la famigerata prelibatezza islandese a base di carne di squalo stagionata. Un cibo davvero per pochi palati, considerato l’alto contenuto di ammoniaca che fa spesso vomitare chi lo assaggia. Al secondo posto l’hamburger di ramen, un panino con carne servito tra due panini di pasta ramen fritti, specialità made in USA. Chiude il podio lo Yerushalmi kugel, un impasto dolce e salato tipico della cucina israeliana.

Insomma, le scelte di TasteAtlas per la top 3 appaiono piuttosto ardite e discutibili. Ma ancora meno comprensibile è la presenza di alcuni capisaldi della nostra tradizione gastronomica italiana, come gli spaghetti al cartoccio, il pandolce genovese e i biscotti di Siena. Una classifica lascia sbigottiti e perplessi. Mette insieme in maniera confusionaria e poco lucida presunte “schifezze” gastronomiche da tutto il mondo con alcune prelibatezze fortemente rappresentative della cucina locale. I siciliani non possono che dissentire e gridare allo scandalo di fronte alla presenza di alcune nostre eccellenze enogastronomiche in questa assurda lista nera. In particolare, la nostra amata milza palermitana merita ben altra considerazione e notorietà a livello internazionale.

Commenta