L’incidente e il coma, dopo 90 giorni di agonia si spegne Antonio Lupo

Il drammatico sinistro risale a tre mesi fa, quando Lupo, a bordo della sua Mini Cooper, si scontrò frontalmente con una Smart
di Redazione Web
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L'incidente e il coma, dopo 90 giorni di agonia si spegne Antonio Lupo

Non ce l’ha fatta Antonio Lupo, l’operaio 37enne di Favara rimasto coinvolto in un terribile incidente stradale lo scorso 6 ottobre. Dopo quasi 90 giorni di agonia in ospedale, il suo cuore ha smesso di battere nel pomeriggio di oggi presso la struttura sanitaria di Messina dove era ricoverato in condizioni disperate.

Il drammatico sinistro risale a tre mesi fa, quando Lupo, a bordo della sua Mini Cooper, si scontrò frontalmente con una Smart guidata da un 18enne lungo la via Agrigento di Favara. Fin da subito le condizioni del 37enne erano parse gravissime, tanto da richiederne il trasferimento d’urgenza dall’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta al nosocomio messinese dopo un primo ricovero. Purtroppo però, nonostante i tentativi dei medici di strapparlo alla morte, oggi il suo cuore si è arreso.

La notizia della morte di Antonio Lupo ha destato profonda commozione nella cittadina agrigentina, dove l’uomo era molto conosciuto. A darne l’annuncio, con parole cariche di dolore, è stato lo stesso sindaco di Favara Antonio Palumbo, che era anche cugino della vittima: “Dopo tre mesi il cuore di Antonio Lupo si è fermato. Non è facile per me dire qualcosa e dovergli dire addio perché, come tutti sapete, era mio cugino”.

Il primo cittadino ha poi aggiunto: “Abbiamo sperato a lungo potesse avvenire un miracolo che però, alla fine, non è arrivato. In attesa della data dei funerali preannuncio che sarà proclamato il lutto cittadino, come avvenuto in tutti i casi di tragiche morti come questa. Ciao cugino, ci mancherai”.

Parole toccanti di un intera comunità che piange la scomparsa di uno dei suoi figli. Favara si stringe commossa attorno ai familiari di Antonio Lupo, nella speranza che presto possa arrivare giustizia per questa giovane vita spezzata troppo presto.

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