Strage all’allevamento Fileni: 240mila polli morti per blackout causato dai ladri di rame

di Redazione Web
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Strage all'allevamento Fileni: 240mila polli morti per blackout causato dai ladri di rame

Una vera e propria strage, con 240mila polli morti per asfissia. È questo il tragico bilancio del furto compiuto nello stabilimento Fileni di Jesi, leader nazionale nel settore delle carni avicole. A causare la moria degli animali è stato il blackout provocato dai ladri, entrati in azione per rubare il rame dei cavi elettrici.

I fatti risalgono a una ventina di giorni fa nella struttura sita in via Piandelmedico, ma solo nelle ultime ore la notizia ha iniziato a diffondersi. Ad agire sarebbe stata una banda di professionisti del furto di rame, che teneva d’occhio da tempo l’allevamento, uno dei più grandi del gruppo Fileni.

I malviventi hanno colpito nel cuore della notte, approfittando delle tenebre per introdursi indisturbati nei 16 capannoni che compongono il complesso. Per evitare incidenti e portare via più rame possibile, hanno prima staccato la corrente elettrica che alimenta l’intera struttura.

Ed è stato proprio il blackout a causare l’ecatombe di polli. Venuta meno l’energia, si è infatti bloccato il sistema di areazione che garantiva l’ossigenazione negli ambienti. In uno dei capannoni, ancora pieno di pollame, si è scatenata una moria per asfissia: 240mila gli animali morti secondo la stima della stessa azienda.

Nonostante la strage, i ladri hanno proseguito imperterriti nel loro piano, asportando diversi cavi in rame da uno dei capannoni, prima di essere verosimilmente disturbati dall’arrivo dei vigilantes e darsi alla fuga con il bottino. L’intervento repentino della security ha probabilmente impedito che la strage di polli assumesse proporzioni ancora più gravi.

Sull’episodio indagano ora i Carabinieri di Jesi, che visioneranno i filmati del sistema di videosorveglianza installato nella struttura, nella speranza di ricavare elementi utili ad identificare i responsabili. La dirigenza Fileni, presente a Jesi dagli anni ’60 e leader in Italia nel biologico, ha sporto denuncia non tanto per il danno legato al furto, quanto per l’uccisione crudele degli animali.

Si tratta purtroppo solo dell’ultimo caso di una lunga scia di furti di rame nelle Marche, spesso perpetrati ai danni di aziende zootecniche e agricole. Ma stavolta le conseguenze sono state devastanti. Oltre al danno economico, sanitario e d’immagine, resta il dolore e lo sconcerto per la barbara uccisione di centinaia di migliaia di essere viventi.

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