Madre soffoca i suoi due figli neonati: non sopportava i loro vagiti

di Redazione Web
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Madre soffoca i suoi due figli neonati: non sopportava i loro vagiti

Una terribile vicenda di cronaca nera arriva da Pedrengo, comune in provincia di Bergamo. Monia Bortolotti, 27enne del posto, è stata arrestata con l’accusa di aver soffocato i suoi due figli, Alice e Mattia, di soli 4 e 2 mesi.

La morte della prima bambina, avvenuta il 15 novembre 2021, era stata classificata come “morte in culla”. Tuttavia, il decesso del secondogenito Mattia, analogo al precedente, ha insospettito gli investigatori. Le indagini si sono subito concentrate sulla madre 27enne, che si trovava sola in casa con i neonati quando sono morti.

L’autopsia sul corpo del piccolo Mattia ha rivelato la terribile verità: il bambino è morto per “asfissia meccanica acuta da compressione del torace”. Un chiaro segno di soffocamento intenzionale. La Procura ha quindi disposto l’esumazione anche del corpo della sorellina Alice, purtroppo in stato di decomposizione avanzato a causa di un danneggiamento della bara.

Nonostante l’esame autoptico non abbia fornito risultati definitivi per il corpo della bimba, le indagini dei Carabinieri di Bergamo sono proseguite a ritmo serrato, raccogliendo testimonianze e documentazione. È emerso un quadro inquietante di inconsistenza nelle dichiarazioni della donna, che contrastavano con gli accertamenti degli investigatori.

I neonati, nonostante la prematurità, erano in buona salute secondo i referti medici. Pertanto, anche la morte della prima figlia Alice sarebbe avvenuta per soffocamento, probabilmente con un cuscino, senza lasciare segni esterni evidenti proprio come per il fratellino.

L’ipotesi è che la 27enne, forse incapace di gestire il pianto prolungato e il disagio dei bimbi, li abbia soffocati in preda alla frustrazione e allo sconforto. Un raptus omicida che si è ripetuto nel giro di un anno, strappando la vita a due creature indifese.

La comunità di Pedrengo è sconvolta e sotto shock. Nessuno riesce a credere che la giovane mamma, descritta come una persona dolce e tranquilla, possa compiere gesti tanto atroci. Eppure gli elementi raccolti dagli inquirenti sembrano confermare la sua colpevolezza. Si attende l’interrogatorio e ulteriori riscontri prima di emettere una sentenza, ma la tragedia familiare appare già segnata.

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