Matteo Messina Denaro è morto: ora all’inferno

La morte a seguito di un tumore al colon che non gli ha dato scampo alcuno

È morto Mattia Messina Denaro. Dopo le porte del carcere ora per lui sì aprono le porte dell’inferno. Tante, tantissime le vittime di mafia causate direttamente o indirettamente dalle sue decisioni. Per la Sicilia una liberazione ulteriore dopo la morte di Provenzano e Riina.

Con la morte di Matteo Messina Denaro, avvenuta oggi dopo un lungo calvario dovuto ad un tumore al colon, si chiude definitivamente un’era per Cosa Nostra. Il boss mafioso, catturato lo scorso 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza, è spirato nell’ospedale dell’Aquila dove era ricoverato nel reparto detenuti.

Messina Denaro, 62 anni, era considerato il capo assoluto di Cosa Nostra dopo l’arresto di Totò Riina. Aveva ordinato personalmente decine di omicidi e aveva preso parte alle decisioni più cruente prese dall’organizzazione mafiosa siciliana negli ultimi decenni. Killer spietato, era diventato il simbolo di quella mafia stragista che negli anni ’90 aveva insanguinato l’Italia con attentati dinamitardi.

Dopo l’arresto, le sue condizioni di salute erano apparse subito gravissime. Ricoverato nell’ospedale dell’Aquila, era stato assistito da specialisti della terapia del dolore visto che ormai non c’era più nulla da fare per debellare il cancro. Nei giorni scorsi gli era stata sospesa anche l’alimentazione artificiale, su sua espressa richiesta, per evitare l’accanimento terapeutico.

Nelle ultime ore le condizioni del boss sono precipitate, con un forte sanguinamento, collasso e occlusione intestinale divenuta cronica. I medici non hanno potuto far altro che accompagnarlo alla morte. Si chiude così definitivamente i conti con il male assoluto rappresentato da Messina Denaro. Un male che non potrà più nuocere dopo una vita spesa a seminare terrore e morte. Ora, finalmente, è all’inferno.

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