L’olio siciliano vola alle stelle: prezzi impazziti per 2 anni

di Redazione Web
lettura in 4 minuti
L'olio siciliano vola alle stelle: prezzi impazziti per 2 anni

L’olio extravergine d’oliva made in Sicily, famoso in tutto il mondo per la sua altissima qualità, sta registrando un forte rialzo dei prezzi che difficilmente calerà prima di un biennio. Secondo le stime di Coldiretti, il prezzo dell’oro verde è aumentato in media del 37% nell’ultimo anno, con punte anche del 60% per alcune qualità più pregiate.

Prezzi in forte aumento per l’olio siciliano

Tale incremento è dovuto principalmente alla scarsità di prodotto disponibile, sia in Italia che nel resto del mondo. La campagna olearia 2022-2023 si è chiusa con un deficit produttivo del 27% in Italia e addirittura del 56% in Spagna, primo produttore mondiale. Il Paese iberico ha pressoché azzerato le scorte e non riesce a ricostituire adeguatamente le riserve, di conseguenza sul mercato si riversa pochissimo olio spagnolo, generalmente venduto a prezzi contenuti.

La Spagna non riesce a ricostituire le scorte

“La Spagna ha dato fondo a tutto il magazzino disponibile e questo ha fatto schizzare i prezzi alle stelle” spiega David Granieri, presidente regionale di Coldiretti e numero due di Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano. Per raggiungere nuovamente livelli produttivi adeguati a ricostituire le scorte necessarie per stabilizzare il mercato ci vorranno almeno un paio d’anni, anche nell’ipotesi ottimistica di vendemmie abbondanti nel 2023 e 2024.

Clima impazzito causa cali produttivi

La causa di questa crisi va ricercata nei cambiamenti climatici che hanno colpito duramente tutti i maggiori Paesi produttori del Mediterraneo. In Spagna la siccità ha dimezzato il raccolto, in Italia hanno inciso le gelate e le bombe d’acqua fuori stagione, mentre Grecia e Nord Africa hanno sofferto temperature record.

Annate difficili fino al 2025

Per la Sicilia, in particolare, gli esperti di Coldiretti prevedono nella campagna 2023 un calo dovuto principalmente alla siccità invernale che ha stressato gli ulivi. Si prospetta dunque un’annata nella media, lontana dai picchi produttivi del passato. Situazione simile nel resto del Sud Italia, mentre al Centro-Nord la flessione potrebbe superare il 50%.

L’olio siciliano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo grazie ai sapori unici conferiti dal clima e dal terroir dell’isola, è quindi destinato a restare un prodotto raro e prezioso per i prossimi 24 mesi. I prezzi attuali, che in alcuni casi superano i 9 euro al litro, sono destinati a rimanere sostanzialmente invariati fino al 2025. Ciò comporterà rincari anche sugli scaffali della grande distribuzione, dove per gli oli entry-level si prevedono aumenti superiori al 130%.

Da commodity a prodotto premium

Unica nota positiva, la crescita ulteriore della reputazione e della considerazione di cui godono gli extravergine siciliani, che usciranno da questa crisi globale ancor più apprezzati e ricercati. Come sottolinea Granieri, “per la prima volta dopo 30 anni, l’olio d’oliva smetterà di essere una commodity per diventare un prodotto premium”. Una maggiore considerazione che, si spera, possa almeno in parte compensare i maggiori sacrifici richiesti ai produttori e ai consumatori siciliani.

Commenta