Gesto straordinario in Sicilia: pescatori liberano uno squalo intrappolato nelle reti

di Redazione Web
lettura in 3 minuti
Gesto straordinario in Sicilia: pescatori liberano uno squalo intrappolato nelle reti

Incredibile quanto accaduto nei giorni scorsi al largo di Porto Empedocle, provincia di Agrigento, dove un gruppo di pescatori siciliani si è reso protagonista di un gesto davvero esemplare, liberando uno squalo capopiatto accidentalmente finito nelle loro reti. Una storia che sta facendo il giro del web e riempiendo di orgoglio tutti gli amanti degli animali.

Mentre si trovavano in mare aperto per la consueta battuta di pesca, i marinai a bordo di un peschereccio si sono accorti che tra il pescato c’era un enorme squalo, probabilmente attirato nelle reti dall’abbondanza di prede. Ma, anziché approfittarne, hanno deciso all’istante di rimettere in libertà il grande animale, ancora vivo.

Le immagini che li ritraggono mentre sollevano lo squalo per rilasciarlo in acqua, con grande fatica vista la stazza, sono entusiasmanti e commoventi. Un gesto spontaneo dettato dal rispetto per la vita e dalla consapevolezza che quella creatura non doveva fare quella fine.

Si trattava di uno squalo capopiatto, noto anche come squalo vacca o squalo sei branchie, una specie che può raggiungere i 5 metri e mezzo di lunghezza e circa 500 kg di peso. Un gigante dei mari che per fortuna potrà continuare a nuotare libero grazie al nobile gesto di quei pescatori.

Il video è diventato presto virale sul web, suscitando ammirazione ed emozione. In un periodo in cui spesso la categoria dei pescatori viene additata dagli ambientalisti per pratiche non sostenibili, questo episodio dimostra come un rapporto più responsabile con l’ambiente marino sia possibile.

I marinai, con il loro comportamento ispirato al rispetto della vita, hanno dato una grande lezione di civiltà. Hanno capito che quello squalo doveva tornare nel suo habitat naturale, non sacrificato per il profitto. Una scelta dal grande valore etico oltre che ecologico.

Oltretutto, una volta rimesso in mare lo squalo, i pescatori hanno segnalato l’avvistamento alle autorità scientifiche. Un dato prezioso per monitorare la presenza e distribuzione della specie nei nostri mari. Sono ben 47 le specie di squali censite nel Mediterraneo, un patrimonio da salvaguardare.

Questa storia positiva è un raggio di sole in un’estate funestata dalla piaga degli incendi. Ma soprattutto lancia un messaggio di speranza: un futuro più sostenibile è possibile se ognuno farà la propria parte con gesti concreti di rispetto verso l’ambiente. Piccole grandi azioni che, sommate, possono cambiare il mondo.

Commenta