L’incontro epico tra due leggende: Alberto Angela e Harrison Ford a Taormina

di Redazione Web
lettura in 5 minuti
L'incontro epico tra due leggende: Alberto Angela e Harrison Ford a Taormina

Due archeologi “leggendari” si sono incontrati a Taormina, in Sicilia. In realtà uno è archeologo (paleontologo per la precisione) per davvero ed è Alberto Angela, divulgatore scientifico e conduttore televisivo di punta di RaiUno. L’altro lo è solo sul set: è Harrison Ford, attore che ha dato il volto a “Indiana Jones”, l’archeologo più amato di sempre e che ha ispirato generazioni di archeologi.

L’incontro a margine del Taormina Film Festival

I due si sono incontrati a margine del Taormina Film Festival, dove Alberto Angela si è recato proprio per intervistare il celebre attore americano, intervista che è stata trasmessa durante la prima puntata di “Noos”, il suo nuovo programma su RaiUno, andata in onda il 29 giugno. Al quotidiano La Repubblica, il conduttore ha svelato di essere da sempre un fan di Harrison Ford e del suo “Indiana Jones”: «Per me è un simbolo, il mio eroe», ha dichiarato Angela.

Alberto Angela, fan di Harrison Ford e Indiana Jones

Harrison Ford si trovava a Taormina per la presentazione del film “Indiana Jones e il Quadrante del Destino”, distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures e girato in parte anche in Sicilia. “Il bello dell’avventura e della conoscenza è scoprire cose e mondi nuovi, ma per questo bisogna avere coraggio ed essere curiosi”. Esordisce così, Alberto Angela, nel presentare l’intervista ad Harrison Ford. “Noi, qui, nella splendida scenografia naturale di Taormina, incontriamo chi è riuscito a dare vita alla figura dell’archeologo più avventuroso, nella nostra mente e nei nostri cuori”.

Harrison Ford a Taormina per “Indiana Jones e il Quadrante del Destino”

L’archeologo più avventuroso, naturalmente, è Indiana Jones. Alla domanda se da piccolo sognasse di dedicarsi a questo mestiere, Ford ha risposto: “Ho visitato musei bellissimi, avendo modo di vedere molta arte. Ero affascinato da ciò che veniva dal passato e non credevo che fosse sopravvissuto”. Nelle sue tante avventure, Indiana Jones viaggia nel tempo: Angela ha chiesto all’attore in quale epoca gli piacerebbe tornare. “Il passato ci dà indizi su come agire nel presente e nel futuro. Ci sono lezioni del passato che ci aiutano a capire il presente. Io tornerei ai tempi di Abramo Lincoln, il presidente che ha unificato gli Stati Uniti e ha abolito la schiavitù, una persona che è stato il punto più alto della nostra storia, il migliore presidente della nostra democrazia. E servirebbe anche per i problemi che abbiamo adesso”.

L’amore per la recitazione e l’esperienza della vita

Nel nuovo film Indiana Jones e il Quadrante del Destino, l’archeologo dovrebbe andare in pensione, ma la pensione non è nei progetti di Harrison Ford: “Voglio sognare ancora! Sogno di realizzare lavori migliori, sogno cose che riguardano il lavoro, grande idee grandi cose. Non ho alcuna intenzione di andare in pensione, tutto quello che volevo fare nella vita era vivere come un attore. È un lavoro fantastico”.

“È come vivere molte, moltissime vite, studiando i personaggi ho conosciuto aspetti della storia e un mondo che non avevo mai immaginato. Ho imparato anche che la gente che recita ha bisogno di ”vecchi” come me. Sono stato giovane ma adesso sono vecchio e sono contento di esserlo”. “Con l’età ho guadagnato umiltà, rispetto per la natura, per l’umanità, per tutto questo. Se devo stare qui, sono felice di aver vissuto”.

La libertà e la responsabilità nel volo e nella recitazione

In ultimo, Angela ha chiesto all’attore, che si è appassionato al volo, se sia più difficile essere pilota o attore: “Se sei un pilota o un attore, devi prendere decisioni diverse. Difficile fare un paragone, però del volo mi piace la libertà. Essere lassù e vedere la terza dimensione e volare come un uccello. Una cosa che mi ha insegnato il volo è che c’è una grande responsabilità: mi piace questo misto tra essere libero e responsabile. È simile al cinema: non raggiungi la libertà se non ti sei assunto la responsabilità di essere utile nel raccontare una storia. Fino a 52 anni avevo solo imparato a fare film, volevo reinventare la mia vita, rendermi utile, indirizzare me stesso verso qualcosa di nuovo”.

Commenta