Infezione al pacemaker, salvati due pazienti al Policlinico di Palermo

di Redazione Web
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Infezione al pacemaker, salvati due pazienti al Policlinico di Palermo

Due infezioni ai dispositivi elettronici cardiaci che erano stati loro impiantati potevano essere fatali. I due complessi casi clinici sono stati risolti con successo presso l’unità operativa di Cardiochirurgia del Policlinico, che è sede del Centro di riferimento regionale “per le attività di estrazione micro-invasiva con tecnica laser di elettrocateteri”.

Le infezioni sono uno dei rischi più gravi correlati all’utilizzo dei dispositivi cardiaci elettronici impiantabili, cioè pacemaker e defibrillatori. L’infezione di device è, infatti, una patologia complessa, con elevata mortalità se non trattata adeguatamente, e che necessita di ricovero ospedaliero e della collaborazione di più specialisti. Il paziente deve essere trattato e sottoposto a rimozione del dispositivo infettato.

Dei casi affrontati e risolti al Policlinico, uno ha riguardato una paziente settantenne: il dispositivo che le era stato impiantato da tempo per la stimolazione e defibrillazione cardiaca aveva sviluppato un’infezione che aveva causato la crescita di vegetazioni all’interno delle cavità cardiache costituite da colonie di batteri. La paziente era ad alto rischio di un’embolia polmonare e morte. In questo caso, per la prima volta in Sicilia, è stato utilizzato un nuovo sistema (AngioVAC) che permette l’aspirazione delle vegetazioni durante la procedura di estrazione degli elettrocateteri infetti. L’intervento è andato molto bene e la paziente è stata dimessa dopo pochi giorni senza alcuna complicazione.

L’altro caso ha riguardato un paziente di 63 anni portatore di un cuore artificiale e in attesa di trapianto cardiaco. Anche in questo caso il suo defibrillatore ha subito una infezione che lo poneva a rischio di morte. L’intervento è stato eseguito senza complicanze ed il paziente è stato dimesso dopo aver ricevuto l’impianto di un nuovo defibrillatore e rimane in attesa di un trapianto di cuore.

L’attività di estrazione di elettrocateteri al Policlinico “Paolo Giaccone” è iniziata nel 2020 ed ha portato la Cardiochirurgia ad essere, in pochi anni, Centro di Riferimento per la Regione Sicilia. Gli interventi vengono effettuati dal responsabile di tale attività, Salvatore Torre, con l’ausilio di una equipe multidisciplinare con il coordinamento dal direttore dell’unità operativa di Cardiochirurgia, Vincenzo Argano.

“Con la crescente esperienza del centro – afferma Argano – vengono trattati sempre più pazienti, di cui molti a rischio elevato. Tali risultati sono stati possibili grazie all’impegno dei nostri vertici aziendali che hanno fornito un notevole upgrade tecnologico, alla specifica formazione del personale dedicato e all’intensa collaborazione multidisciplinare. Un particolare ringraziamento – conclude il direttrore della cardiochirurgia – va ai colleghi del gruppo di elettrofisiologia, Gianfranco Ciaramitaro e Giuseppe Coppola, al gruppo anestesiologico, coordinato dalla Professoressa Cesira Palmeri, ai colleghi delle malattie infettive, al gruppo dei tecnici messi a disposizione dal servizio di Radiodiagnostica e a tutto il gruppo infermieristico dell’unità operativa”.

Il Commissario del Policlinico Maurizio Montalbano commenta: “L’Azienda ospedaliera universitaria continua nel suo percorso di innovazione per dare ai pazienti risposte sempre più rapide ed efficaci, con la conseguente riduzione dei tempi d’attesa e della mobilità passiva verso altre regioni”.

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