Palermo, studente prodigio dottore in Legge in anticipo: “Studiavo fino a 16 ore al giorno”

di Redazione Web
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Palermo, studente prodigio dottore in Legge in anticipo: "Studiavo fino a 16 ore al giorno"

Arrivare a studiare anche fino a 16 ore al giorno per arrivare – con largo anticipo – alla tanto agognata laurea in Giurisprudenza. È questa la storia di Emanuele Ferraro, studente universitario di Monreale, classe 2000 che l’11 aprile scorso ha concluso ante tempus il proprio percorso accademico presso l’Università Publica di Palermo con una votazione di 110 e lode, menzione al singolare curriculum studiorum e, soprattutto, con la menzione alla tesi di diritto commerciale intitolata “intelligenza artificiale e amministrazione delle società”.

Uno studente prodigio che ha fatto dello studio della Giurisprudenza una vera e propria missione e che ha raggiunto un traguardo, segnando un vero e proprio record per l’università di Palermo che, per consentirgli di arrivare alla tanto agognata Laurea in Giurisprudenza, ha indetto una sessione di Laurea straordinaria. Il giovane dottore monrealese ha risposto ad alcune nostre domande.

Come è stato il tuo percorso accademico?
“È stato un percorso ricco di soddisfazioni, ma anche di sacrifici. Considerando la notevole mole di studio che la laurea in giurisprudenza richiede e le mie personali ambizioni, ho dedicato molto tempo allo studio, anche oltre le 10 ore al giorno, rinunciando a molte distrazioni e uscite con gli amici. Tutti il mio impegno e i miei sacrifici sono stati ripagati, oltre che in occasione dei singoli esami, alla fine della mia carriera accademica, con il risultato raggiunto, in termini di velocità e di votazione, senza dimenticare anche l’affetto e la stima che mi hanno fatto percepire i miei cari presenti quel giorn”.

Pensi che sia un elemento di ulteriore vanto, ma anche difficoltà, quello di aver conseguito la laurea in una università pubblica, e in particolare in un Dipartimento d’eccellenza come quello di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Palermo?

Ho scelto l’università di Palermo per la rinomanza che ha il Dipartimento di giurisprudenza, resa nota per le grandi personalità che sono uscite da questa università, grazie ad un corpo docenti davvero preparato. Sicuramente all’università di Palermo e in particolare nella facoltà di giurisprudenza gli studenti si fanno le ossa come in altre università pubbliche, riuscendo a farsi strada da soli tra gli svariati esami e sperimentando da soli un metodo di studio adeguato. Senza nulla togliere e con il massimo rispetto per chi sceglie un’università privata (senza contare le università telematiche, verso le quali non sono particolarmente fiducioso), è chiaro che costui sarà più seguito, più agevolato e incontrerà difficoltà minori nel suo percorso.

Hai ricevuto critiche dai tuoi colleghi? Qualcuno ti ha accusato di essere un raccomandato?
Non ho avuto alcun feedback negativo in via diretta da parte di nessuno, ma la verità è che quando qualcuno raggiunge risultati particolarmente buoni possa esserci un sentimento di invida da parte di qualche collega. Fortunatamente ho avuto molti colleghi con cui c’è un rapporto di stima reciproca e da cui ho avuto supporto.

Cosa ti ha lasciato il percorso universitario?
Sicuramente mi ha lasciato tante conoscenze che costituiranno una ottima base per il mio futuro professionale, ed è stato in generale molto formativo, anche considerando il semestre di studio all’estero che mi ha arricchito molto. Oltre a competenze e conoscenze, però, sono fondamentali tutte le esperienze e i ricordi vissuti con i miei colleghi, che hanno reso questo percorso denso di significato.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Attualmente non ho sentieri certi e definiti, ma tante porte aperte. Sto svolgendo sia la pratica forense che quella notarile, ma non escludo anche di tentare di fare un dottorato di ricerca per iniziare con la carriera accademica, portando avanti magari lo studio sul tema oggetto della mia tesi.

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