Omicidio di mafia alla Zisa, arresto il killer

di Redazione Web
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Omicidio di mafia alla Zisa, arresto il killer

In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Giudice per le indagini Preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato l’autore dell’omicidio di Giuseppe Di Giacomo, avvenuto nel 2014. Era fratello del killer ergastolano Giovanni. L’agguato in via Eugenio l’Emiro, alla Zisa.

I sicari lo crivellarono di colpi alle sette di sera, in una strada affollata di gente che faceva la spesa. Dopo dieci anni la Procura della Repubblica e i carabinieri del Nucleo investigativo ritengono di avere risolto il caso. Il presunto killer è stato arrestato

L’operazione è stata eseguita nel pomeriggio di oggi a Palermo ed è stata il frutto di una lunga e complessa indagine incardinata in una più ampia e articolata manovra investigativa focalizzata sul mandamento mafioso palermitano di Porta Nuova.

L’arresto del presunto responsabile, detenuto, rappresenta un importante successo per il Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, che ha saputo dotarsi di un dispositivo di contrasto a cosa nostra molto efficiente e ricorrere sistematicamente alle più sofisticate tecnologie di captazione per acquisire precise e concordanti risultanze in merito alle responsabilità penali dell’arrestato.

L’indagine, condotta sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, ha permesso di individuare precise responsabilità penali a carico dell’arrestato, per il quale sono emersi gravi indizi in ordine alla sua intraneità al mandamento mafioso di Porta Nuova.

Inoltre, le investigazioni hanno permesso di ricostruire il movente che portò all’omicidio di Giuseppe Di Giacomo, individuabile nelle frizioni che nacquero nell’associazione per la leadership mafiosa. Tutto ciò è stato possibile grazie alla complessa piattaforma di indagini tecniche messe a sistema con le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, creando un complesso di evidenze investigative chiare e concordanti tra di loro.

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