Dai campi di concentramento alla festa dei 100 anni, Gangi celebra nonno Nino

di Redazione Web
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Dai campi di concentramento alla festa dei 100 anni, Gangi celebra nonno Nino

“Le rughe della vecchiaia formano le più belle scritture della vita, quelle sulle quali i bambini imparano a leggere i loro sogni”. La frase di Marc Levy calza a pennello per nonno Antonino Scavuzzo che ieri, a Gangi, in un’atmosfera di festa e gioia, coccolato dall’affetto della moglie Rosaria, 91 primavere alle spalle, dal genero Carmelo e dalle due nipoti, Stefania e Alessandra, tra parenti e amici, ha festeggiato i suoi 100 anni.

Ad augurargli buon compleanno c’era anche il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello, il vice sindaco Nicola Blando e il capogruppo di maggioranza Carmelo Giunta che gli hanno consegnato una targa ricordo. “Uno straordinario traguardo per la comunità gangitana, la sua giovinezza è motivo di orgoglio”, ha detto il sindaco Ferrarello.

Una vita non certo facile, quella di nonno Nino, per anni ha lavorato come operaio in una fabbrica in Svizzera e in gioventù è stato internato in un campo di concentramento in Algeria. Il nonnino di Gangi ama guardare le partite di calcio in tv, anche se non tifa per una squadra in particolare, e non si perde un match. Nonno Nino, ha voluto ringraziare, per il gesto d’affetto, il sindaco e l’amministrazione comunale ma anche tutti i parenti presenti.

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