Colpo a cosa nostra, il boss palermitano Francesco Mulè torna in carcere

di Redazione Web
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Colpo a cosa nostra, il boss palermitano Francesco Mulè torna in carcere

I presunto boss dopo l’arresto e la scarcerazione torna in carcere. I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere, disposta dal Gip del Tribunale di Palermo a carico di Francesco Mulè indagato per essere l’attuale reggente della famiglia mafiosa di Palermo Centro e per concorso in estorsione.

L’arrestato, coinvolto nell’operazione “Centro” del 15 dicembre 2022, era stato scarcerato per alcuni vizi processuali dal Tribunale della libertà, relativi all’età dell’indagato, ultrasettantenne. La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, ha quindi avanzato una nuova richiesta di misura cautelare personale, accolta dal Gip in ragione del fatto che il quadro indiziario raccolto, che delinea l’attuale e concreto attivismo dell’indagato nell’esercitare il suo “ruolo di comando” in seno alla famiglia mafiosa di Palermo Centro, restituisce un complesso di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, non altrimenti fronteggiabili se non con la misura cautelare di massimo rigore.

A ciò si aggiunga che una recente relazione medico-legale ha ritenuto compatibili le condizioni di salute dell’indagato con il regime di custodia in carcere.

Mulè era stato fermato peercè il gip, che aveva disposto la convalida del fermo aveva osservato che “la fittissima trama di emergenze investigative dimostrano, con grado di concludenza che va anche al di là della soglia di gravità indiziaria, l’attualità del vincolo associativo nel periodo successivo alla condanna per associazione mafiosa” e che lo stesso Mulè “non ha mai recisso i legami con Cosa nostra ed, anzi, ha assunto il ruolo di reggente della famiglia di Palermo Centro sin da epoca prossima alla sua ultima rimessione in libertà, avvenuta il 17 marzo 2018, avvantaggiandosi della storica egemonia esercitata dal suo nucleo famigliare nell’ambito di tale articolazione interna al mandamento mafioso di Porta Nuova”.

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