Drammatico incidente mortale in Sicilia, madre e figlio perdono la vita

di Redazione Web
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Drammatico incidente mortale in Sicilia, madre e figlio perdono la vita

Una tragedia della strada, l’ennesima in Sicilia, si è verificata la notte scorsa a Piedimonte Etneo, in provincia di Catania, dove due automobili si sono scontrate lungo la strada statale 120, in contrada San Gerardo. Nello scontro hanno perso la vita una madre di 40 anni e il figlio di 20 anni.

Sono morti nello scontro fra la loro auto e un’altra vettura all’altezza di contrada San Gerardo nel comune alle falde dell’Etna. Le vittime, di Piedimonte Etneo, secondo quento ricostruito, viaggiavano a bordo di una Fiat 600 che si è scontrata con una Golf. Dopo l’impatto, violentissimo, la Fiat ha preso fuoco.

Alcuni automobilisti che si trovavano a passare in quel frangente hanno provato a soccorrere i due, ma per il giovane alla guida non c’era già più nulla da fare. Il ventenne sarebbe morto sul colpo, mentre la madre, trasportata in ambulanza al Cannizzaro di Catania, è morta poco dopo l’arrivo in ospedale, troppo gravi e ferite riportate.

Ferito il conducente dell’altro veicolo, un 24enne anche lui di Piedimonte Etneo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e i carabinieri per verificare la dinamica dell’incidente.

Una tragica notizia che ha colpito la comunità di Piedimonte Etneo. Solo ieri un’altra vittima in Sicilia. Si tratta di Gaudenzio Fortunato, morto volando in un dirupo dopo che con la sua moto si è schiantato contro un’automobile.

L’incidente è avvenuto ieri mattina sulla SP18, intorno alle 12.20, sul ponte sul fiume Ippari. Gaudenzio Fortunato, un giovane di 28 anni, ha perso la vita mentre viaggiava sulla sua motocicletta Yamaha. La vittima è entrata in collisione frontalmente con una Fiat Multipla e poi è precipitata da una scarpata che delimita la carreggiata. Secondo le prime informazioni, Fortunato avrebbe compiuto un volo di circa 15 metri. Nonostante l’intervento dell’ambulanza del 118, per il giovane, non c’era più nulla da fare.

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