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Misilmeri, le denunce del pizzo e gli arresti di mafia

Il coraggio di chi ha denunciato con il sostegno di Addiopizzo

“Apprendiamo della significativa operazione dei carabinieri del nucleo investigativo di Palermo e della Compagnia di Misilmeri che con il coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica hanno tratto in arresto sei soggetti accusati di far parte della famiglia mafiosa locale. Anche in questa occasione abbiamo supportato e accompagnato chi ha trovato la forza e il coraggio di opporsi al racket delle estorsioni”. Lo dice l’associazione antiracket Addiopizzo a poche ore dall’operazione antimafia Fenice di Misilmeri eseguita questa mattina.

I Carabinieri hanno messo in luce alcuni episodi di estorsione ai danni su un imprenditore del settore edile impegnato nella realizzazione di un grosso impianto di rifornimento di carburanti, un imprenditore del settore della grande distribuzione alimentare, proprietario di diversi supermercati e un imprenditore alimentare, proprietario di un’azienda avicola del territorio.

“Gli arresti di stamane e le denunce nel corso delle indagini delle vittime accompagnate da Addiopizzo – dice l’associazione – rappresentano un modus operandi collaudato che dimostra come esistono le condizioni per denunciare in sicurezza e affrancarsi dal fenomeno estorsivo anche nel territorio della provincia di Palermo”.

Si è trattato di un percorso di ascolto e sostegno che la Addiopizzo ha svolto a fianco di chi ha denunciato e in sinergia con gli uomini dell’Arma dei Carabinieri e i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Grazie anche alle denunce, in poco tempo carabinieri e magistrati hanno ricostruito gli episodi estorsivi perpetrati da chi è accusato di far parte della famiglia mafiosa di Misilmeri.

“Questa indagine dimostra, ove ce ne fosse bisogno, che il contributo degli operatori economici è fondamentale affinché lo straordinario lavoro di organi investigativi e autorità giudiziaria possa conseguire ulteriori risultati come quelli che emergono dall’indagine di oggi. Lo abbiamo affermato diverse volte, ma è bene ribadirlo con forza: è questo il momento propizio per distruggere il muro di omertà. Solo con una decisa e sentita azione popolare riusciremo a sconfiggere il fenomeno delle estorsioni. Noi continueremo a esserci, per strada, con la passione civile che abbiamo dimostrato, con l’impegno quotidiano, con il coraggio e il senso di responsabilità verso il futuro.
Adesso tocca a quegli imprenditori e commercianti ancora stretti dalle maglie delle estorsioni fare la propria parte e aggiungersi a quanti, tra i loro colleghi, nel frattempo sono riusciti a liberarsi dalle estorsioni e dai condizionamenti mafiosi”.

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