Arrestato il neomelodico che inneggia alla mafia Niko Pandetta, era fuggito a Milano

Era irreperibile dopo la condanna. La Polizia lo ha rintracciato in zona Quarto Oggiaro a Milano

La polizia sta eseguendo in queste ore, a Milano, l’arresto del rapper Vincenzo Pandetta, in arte Niko, due dischi d’oro per il singolo Pistole nella Fendi e per l’album Bella vita, in esecuzione di un’ordine di carcerazione per spaccio ed evasione.

Il cantante, dopo aver pubblicizzato nei giorni scorsi sui social la notizia della sua condanna, si era sottratto al provvedimento ma è stato rintracciato in zona Quarto Oggiaro dagli agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile della Questura di Milano

Nei giorni scorsi era stato dichiarato inammissibile il ricorso per il cantante neomelodico finito nei guai giudiziari. La condanna a 4 anni è diventata definitiva.

Niko Pandetta, dopo le gioie musicali delle scorse settimane, il disco d’oro per il singolo Pistole nella Fendi e quello per l’album Bella vita, oltre agli ottimi risultati nello streaming, quindi viene arrestato a Milano. Nei giorni scorsi la Cassazione ha infatti reso irrevocabile, definendo il ricorso inammissibile, la pena per il rapper neo melodico siciliano decisa nell’estate 2021 dalla Corte d’appello. Niko Pandetta è quindi condannato, pena concordata tra le parti, a 4 anni di carcere.

La condanna dopo che il neomelodico siciliano era finito mesi fa nel registro degli indagati per una rissa con sparatoria scoppiata nella primavera scorsa fuori da un club al Porto Etneo, dopo uno show in discoteca che era stato bloccato scatenando uno scontro armato tra giovanissimi legati a clan mafiosi. Una vicenda non legata al processo in cui ha ricevuto la condanna.

Il reato contestato a Niko Pandetta, che lo ha portato alla condanna di quattro anni, è quella di spaccio a seguito d’indagini su un cartello del narcotraffico. Diversi gli imputati del processo, tutti condannati con pene tra che vanno dai 4 ai 7 anni di carcere. Per altri imputati la Cassazione ha dichiarato irrevocabile la responsabilità penale sui reati di droga contestati ma ha rinviato a un’altra sezione della Corte d’Appello di Catania per rideterminare la pena finale. Questo per effetto dell’annullamento stabilito dai giudici di legittimità limitatamente all’aggravante mafiosa.

La reazione del cantante di musica napoletana non era tardata ad arrivare. “Sono abituato agli spazi stretti, alle case piccole, alle celle, alla scena italiana. Quando tornerò là mi porterò il vostro affetto. Da dentro vi darò nuova musica. Uscirò e mi vedrete più forte di prima”. Così il rapper sulla sua pagina Instagram facendo capire che la galera non lo spaventa e che anche dal carcere pubblicherà nuova musica.

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