Caro-bollette e Comuni in rosso, sindaco di Altofonte, “Rischio concreto strade al buio”

Il sindaco di Altofonte Angela De Luca lancia l'allarme sulla situazione critica dei Comuni siciliani che stanno ricevendo le prime salate bolette. "Rischiamo di spegnere le luci delle strade e di non dare il riscaldamento nelle scuola. Un problema strutturale - dice -. Non vogliamo elemosine da Stato o Regione ma una riforma"

“Senza un intervento strutturale dello Stato e della Regione, saremo costretti a spegnere le luci”. È un vero e proprio grido d’allarme quello del sindaco di Altofonte Angela De Luca che affronta nel corso di una nostra intervista il problema del caro energia, che sta mettendo in ginocchio non solo famiglie e imprese ma anche la tenuta economica degli enti locali, che stanno iniziando a ricevere bollette esorbitanti dovute a un aumento spropositato dei costi dell’energia elettrica.  Cosa fare? Spegnere le luci delle strade? Lasciare al buio i cittadini o chiedere allo Stato un aiuto concreto e non la “solita elemosina”? Non nasconde la propria preoccupazione la prima cittadina del Comune in provincia di Palermo.

Le risorse stanziate non bastano

“Siamo preoccupati – esordisce Angela De Luca – perché il Governo nazionale sta cercando di far fronte alla mancanza di risorse ma temiamo siano insufficienti”. Come fa notare il sindaco, in Sicilia ben 320 comuni non hanno ancora approvato i propri bilanci, “non una causa da riversare sui sindaci ma un problema strutturale su cui deve interrogarsi la politica”. Siamo in piena campagna elettorale ma, fa notare Angela De Luca, “i candidati al governo regionale e nazionale non parlano degli enti locali. Un fatto gravissimo perché la politica parte dagli enti locali, dai territori”.

Costretti a spegnere le luci

Intanto l’inverno è alle porte, aumenteranno le ore di buio e iniziano le scuole e Angela De Luca suona l’allarme. “Qui si rischia di lasciare le strade senza illuminazione”. “Andiamo incontro a un serio rischio – dice -. Non vogliamo elemosina ma una riforma strutturale degli enti locali. I comuni non approvano i bilanci perché hanno troppi debito ma perché hanno troppi crediti”. È il caso eclatante della Serit, ente i riscossione dei tributi che non fa dormire sonno tranquilli al sindaco. “La Serit ha oltre 6 milioni di euro di crediti nei confronti del comune di Altofonte ma ne ha incassato nel 2021 solo 16 mila. Come facciamo a dare servizi? È impossibile. Saremo costretti probabilmente anche a spegnere l’illuminazione pubblica e questo causerà anche problemi di sicurezza nel territorio”.

I cittadini chiedono servizi, il Comune non può garantirlo

“Possiamo spegnere la luce nelle scuole? – continua la prima cittadina -. Possiamo far stare i bambini senza riscaldamento? In questi anni abbiamo dovuto rivedere i costi per la mensa, per lo scuolabus. Le famiglie fino a quando potranno contribuire?  I Comuni fino a dove possono arrivare? I cittadini chiedono la riparazione delle buche, il cambio delle lampadine? Ma con quali soldi? Se l’ente di riscossione su 6 milioni ricava 16mila euro, siamo destinati a morire”.

La politica si interroghi

Eppure delle proposte sono già arrivate ma ancora nulla è stato fatto per dare ossigeno agli enti in difficoltà. “Con l’ANCI abbiamo avuto un incontro – aggiunge Angela De Luca – nel quale è stato portato all’attenzione le criticità dei comuni siciliani, che non chiedono fondi a pioggia o l’elemosina, ma chiedono riforme del sistema bilancio strutturali. Io chiedo a ogni candidato, cosa faranno agli enti locali?”. Infine l’appello ai cittadini. “Chiedete a chi vi popone un nome di un candidato, per i comuni cosa faranno”. La politica si interroghi e metta nell’agenda di partito la priorità per gli enti locali”.

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