Un rifugio per randagi nel Palermitano, tavolo tecnico a Piana degli Albanesi

Questa mattina l’incontro al palazzo municipale con il Sindaco, gli Assessori, il Gal e i tecnici. Mario Caputo (FI): “Superato un altro importante step. Risoluzione emergenza in tempi brevi”

“È stato compiuto un ulteriore e importante passo avanti per la realizzazione di un rifugio per randagi nel comprensorio dello Jato. All’incontro di questa mattina, infatti, il Primo cittadino ha illustrato le due potenziali aree del territorio arbëreshë individuate dall’Amministrazione comunale, valide per ospitare l’impianto”. È quanto affermato dal deputato regionale di Forza Italia e componente la commissione speciale d’inchiesta sul fenomeno del randagismo, Mario Caputo, al termine del tavolo tecnico avvenuto stamane presso il palazzo municipale, a cui hanno preso parte il sindaco Rosario Petta, gli assessori Morena Picone, Pino Carbone, Nicoló Benfante e Giuseppe Puglia, il direttore amministrativo Giuseppe Sciarabba e il direttore tecnico Francesco Rossi del GAL, oltre al progettista, Alessandro Zingales, giá redattore di un primo elaborato, consegnato dal gruppo consiliare azzurro al Comune di Monreale.

“Dall’approvazione della norma che ho proposto in occasione dell’ultima legge di stabilità – continua il parlamentare – ci siamo subito adoperati per l’avvio dell’iter amministrativo. Con i Sindaci del comprensorio, durante l’ultimo incontro presso la sede del Gal, abbiamo positivamente valutato la proposta formulata dal sindaco Petta in quanto, le aree indicate, risultano entrambe baricentriche rispetto ai territori coinvolti”.

“In questo momento – spiega Caputo – i tecnici stanno già effettuando i sopralluoghi per comprendere, attraverso valutazioni tecniche e compatibilmente con i requisiti da rispettare, quale delle due aree sia più idonea ad accogliere il centro veterinario che, una volta realizzato, con l’ausilio delle associazioni animaliste, fronteggerà in modo considerevole l’emergenza randagismo che consentirà ai Comuni, a breve, una gestione più efficiente nei confronti del fenomeno” conclude.

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