L’inferno di Misilmeri, grazie al Corpo forestale “salvati 600 ettari di bosco”

Lo sfogo del Direttore Operazioni di Spegnimento incendi boschivi sull’incendio di Gulino e Raffi a Misilmeri

“Sugli incendi boschivi in Sicilia è ingiusto quello che si legge sui giornali e sui social. Le critiche sono il sale della Democrazia ma devono essere fatte con obiettività e onestà intellettuale, informandosi (BENE) prima di fare articoli sui giornali, dichiarazioni o commenti sui social”. A sfogarsi è Gaspare Comandè, Direttore Operazioni di Spegnimento incendi boschivi dopo il grave incendio che ha colpito il Comune di Misilmeri.

“Nessuno che scriva sullo spirito di abnegazione e del dovere del (poco) personale del corpo forestale e degli addetti allo spegnimento degli incendi boschivi. Le squadre antincendio boschivo (A.I.B.) sono sempre le prime a intervenire rischiando spesso la propria vita. Operano al limite della sicurezza a volte con mezzi vetusti inoltrandosi all’interno delle aree boscate interessate dal fuoco. Non è possibile riprenderle con le telecamere dei media, ma sono li a difendere il patrimonio boschivo siciliano. È corretto che si parli del danno al bosco ma sarebbe corretto parlare anche di quello salvato dalle fiamme”.

“Nel caso dell’incendio di Raffi e Gulino di Misilmeri – continua Comandè -, è vero che sono andati in fumo più di 100 ettari di bosco, ma se ne sono salvati 600, e nessuno ne parla. In qualità di Direttore Operazioni di Spegnimento incendi boschivi voglio ringraziare tutte le squadre AIB e i volontari della Protezione Civile che sono intervenuti sull’incendio di Gulino e Raffi per aver contribuito a salvare 600 ettari di bosco demaniale. GRAZIE”.

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