Ancora incendi nel Palermitano, “Responsabilità di criminali e dei politici regionali”

Giornata particolarmente impegnativa per i vigili del fuoco di Palermo, nelle ultime 24 ore sono state affrontate notevoli criticità legate alle elevate temperature e ai forti venti che hanno interessato l’intera area metropolitana. Ora i sindacati attaccano la politica regionale considerata responsabile di quanto sta accadendo. 

Ben 85 roghi in provincia di Palermo

Dalle ore 8 d’ieri sono stati espletati 85 interventi che hanno interessato diversi comuni del palermitano; nel pomeriggio d’ieri a causa di alcuni incendi nelle zone limitrofe all’autostrada A20 Palermo – Catania si sono registrate notevoli code a causa del fumo intenso che ha invaso la sede stradale.

Vertice in Prefettura

Questa mattina in Prefettura si è svolto un vertice straordinario sull’emergenza incendi alla presenza dell’amministrazione comunale, con la polizia municipale, la RAP e la Protezione civile comunale, della Regione, dei vigili del fuoco e delle altre forze dell’ordine. I roghi divampati ieri nel quartiere di Borgo Nuovo sono stati spenti dai vigili del fuoco che hanno messo al sicuro i residenti e le loro abitazioni.

L’allarme a Bellolampo

Diversa è la situazione per le fiamme che hanno invaso la discarica di Bellolampo. Ancora in atto, anche se in risoluzione, l’intervento che ha destato maggiore preoccupazione quello che ha interessato la discarica di Bellolampo, al momento si sta operando con i mezzi movimento terra per ricoprire gli ultimi focolai ancora attivi.

Tantissimi sono stati gli incendi che hanno interessato sterpaglie arbusti e aree boscate, per far fronte a tale emergenza è stato necessario l’intervento di buona parte della flotta di Canadair, presente sul territorio nazionale, è stato altresì richiesto l’intervento di squadre provenienti dai Comandi limitrofi di Messina, Agrigento ed Enna.

3 Canadair su monte Grifone

Al momento la situazione è rientrata nella normalità, si sta procedendo alla bonifica degli ultimi focolai.
Dalle prime ore del mattino tre Canadair sono in azione per le operazioni di spegnimento dell’incendio di vegetazione sul monte Grifone.

Politica regionale responsabile

“La Sicilia brucia per mano criminale. Ma la politica regionale si assuma le proprie responsabilità per i tanti annunci mai seguiti dai fatti, per avere negato a questa terra un sistema efficiente e stabile di prevenzione e rimboschimento. La campagna elettorale si occupi di questo, piuttosto che di vuoti slogan e di corsa alle poltrone”. Lo afferma Nino Marino, segretario generale della Uila Sicilia, che ricorda “come un’altra legislatura all’Ars sia finita senza l’approvazione di una riforma forestale, una riforma vera, sollecitata non solo dai sindacati ma anche e soprattutto da centinaia e centinaia di amministrazioni comunali, consapevoli di rischi e necessità delle loro comunità”. “La nostra terra – aggiunge Marino – è la più colpita dagli incendi, quindi anche la più esposta al dissesto idrogeologico. Se proprio la politica si ostina a non ascoltare appelli e proposte delle organizzazioni sindacali, almeno dia retta a Legambiente che pone la Sicilia come primo tra i territori italiani da presidiare con maggiore efficacia durante tutto l’anno per combattere l’emergenza-roghi”.

Il segretario Uila afferma ancora: “Non ci vuole molto a comprendere che sono necessari investimenti in risorse umane e tecniche per sbarrare la strada ai sicari di futuro, del nostro futuro. Servono professionalità a tempo pieno nella Forestale, non lavoratrici e lavoratori condannati a una vita da precari, perché si possa finalmente passare dalla gestione dell’emergenza alla pratica ordinaria di manutenzione e messa in sicurezza del territorio. Serve un esercito della salvezza ambientale a cui affidare anche gli interventi in aree demaniali non incluse nel patrimonio forestale. Giocare col fuoco, che sembra uno degli sport preferiti alla Regione, ha portato al disastro di questi giorni. La criminalità sentitamente ringrazia”.

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