Morire a 22 anni per una lite, dolore al funerale di Vincenzo Trovato

Si è svolto questo pomeriggio il funerale di Vincenzo Trovato all’interno della Chiesa madre di Trappeto. Una chiesa colma di parenti e amici che hanno voluto unirsi al dolore della famiglia colpita da un così grave e inaspettato lutto.

Vincenzo trovato il giovane di 22 anni che è stato barbaramente ucciso nel corso di una lite avvenuta sul lungomare di Balestrate in provincia di Palermo. Sia all’entrata che all’uscita del feretro dalla Chiesa sono stati numerosi momenti di dolore e commozione per Vincenzo, tanti anche i palloncini fatti salire in cielo in sua memoria.

Ad officiare il funerale monsignor Gualtiero Isacchi, Arcivescovo di Monreale. “Carissimi mamma Rosalia e papà Enrico, carissimo Vito e famigliari tutti: non siete soli”. Con queste parole ha esordito l’arcivescovo.

“Siamo in tanti ad essere venuti in questa chiesa per stringerci intorno a voi. Non troviamo parole umane capaci di esprimere ciò che proviamo in questo momento. L’unica parola che ci è sembrata buona è la nostra presenza, il nostro esserci”.

Gli amici di Vincenzo si sono presentati alle esequie con la stessa maglietta. Bianca con su stampato il viso sorridente della vittima ed una frase: “Il tuo sorriso era la tua più grande forza, e i tuoi occhi la nostra sicurezza. Ci manchi, a presto amico!”. Mamma, papà, fratello e nonni stretti in un dolore composto, con lo sguardo ancora assente e provato da un profondo e lacerante dolore. Chi ha avuto modo di parlare con loro continuano ancora a ripetere che non riescono a credere che questa tragedia sia accaduta e che il loro Vincenzo non sia più tra le loro braccia.

“Vincenzo era un gran lavoratore – ha detto ancora l’arcivescovo – , ma il significato del suo lavorare non lo si comprendeva solo guardando alla fatica compiuta quotidianamente, ma piuttosto dall’ascolto del cuore di Vincenzo, dei suoi sogni, del suo desiderio di costruire un futuro migliore. Nello steso modo potremmo dire che il valore della morte non sta solo in ciò che accade, ma in ciò che significa”.

“Affidiamo Vincenzo alla dolcezza materna di Maria Assunta in cielo, perché lo introduca nell’abbraccio misericordioso del Padre. Preghiamo per i familiari tutti di Vincenzo, perché in Dio possano sperimentare la consolazione della fede. Chiediamo per tutti noi -io lo faccio in modo particolare per voi giovani- il coraggio e la forza di vivere le parole della fede per essere nel mondo un segno di novità”.

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