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Il malore e la morte di Cinzia Pennino dopo AstraZeneca, il medico rischia il processo

La denuncia era partita dalla famiglia della professoressa morta dopo la dose

PALERMO – Cinzia Pennino morì dopo una dose del vaccino AstraZeneca il 28 marzo del 2021. Ora il medico che le iniettò la dose rischia di essere processato. La procura di Palermo lo accusa di omicidio colposo e ha chiuso le indagini a suo carico. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dalla sostituta Giorgia Spiri.

In particolare, i magistrati palermitano hanno notificato al medico, ora pensionato, l’avviso di chiusura delle indagini a suo carico. Come racconta PalermoToday, il medico è difeso dall’avvocato Dario Gallo e si è sottoposto in passato a un interrogatorio nel corso del quale ha respinto le accuse, spiegando che, vaccinando mediamente 80 persone al giorno in quel periodo, non aveva alcun ricordo della vittima e che comunque nella scheda consegnata all’hub della Fiera la paziente non avrebbe indicato di soffrire di alcuna patologia, non destando così alcun tipo di preoccupazione.

Per la procura, invece, anche se due perizie avrebbero escluso il nesso di causalità tra il decesso dell’insegnante e il vaccino, il medico vaccinatore avrebbe dovuto accorgersi che la prof sarebbe stata affetta da “obesità severa evidente” perché avrebbe avuto un indice di massa corporea “superiore al valore di 35 (pari a 39,79)”. In sostanza, secondo quanto ipotizza la procura, la donna doveva essere inserita tra le persone a rischio e avrebbe dovuto ricevere l’altra tipologia di vaccini, Pfizer o Moderna.

La denuncia era partita dalla famiglia della professoressa morta dopo la dose. Gli avvocati chiesero di verificare l’eventuale esistenza di un nesso tra la morte dell’insegnante e il vaccino. Sul corpo della donna era stata anche eseguita un’autopsia.

Secondo quanto denunciarono i familiari, la professoressa si sarebbe presentata due volte alla Fiera del Mediterraneo per fare il vaccino. Dopo dieci giorni avrebbe iniziato ad avere dolori addominali e vomito, ma non avrebbe collegato i malori con il vaccino, visto il tempo trascorso. L’insegnante era andata al pronto soccorso del Buccheri La Ferla. Una Tac “avrebbe fatto emergere – sostenevano gli avvocati dei familiari della donna – una trombosi addominale in atto”. La paziente era stata così trasferita al reparto di Ematologia del Policlinico ed era poi finita in terapia intensiva, dove è morta il 28 marzo. La Procura aveva subito aperto un fascicolo, per valutare se la professoressa fosse stata assistita correttamente dai vari medici.

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