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Il funerale della piccola Elena in diretta, la madre non si è pentita: “Ero girata”

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Il funerale della piccola Elena Del Pozzo in diretta dalla Cattedrale di Catania. Saranno trasmessi sui canali di Youtube e Facebook della Arcidiocesi di Catania.

Il funerale di Elena Del Pozzo in diretta

“In merito alla tragica scomparsa della piccola Elena, affacciatasi alla vita da appena cinque anni – si legge in una nota dell’Arcidiocesi di Catania – si porta a conoscenza che i funerali avranno luogo in Cattedrale il 22 giugno alle ore 17. Essendo questa una celebrazione particolarmente significativa e dolorosa è doveroso custodire il dolore di quanti o per vicinanza familiare o semplicemente affettiva desiderano raccogliersi in preghiera per l’estremo saluto, per questo motivo – prosegue la nota – per dare la possibilità a tutti gli inviati delle emittenti televisive, che non potranno accedere direttamente alla Cattedrale, di fruire delle immagini, la Celebrazione delle esequie sarà trasmessa in diretta nei saranno trasmessi sui canali di Youtube e Facebook della Arcidiocesi di Catania”.

La piccola «vittima di una morte violenta particolarmente cruenta e anche lenta»

Intanto arriva la relazione del gip di Catania su Martina Patti, la quale, nonostante il tentativo di «lasciar credere di avere agito senza una piena consapevolezza», è una donna «lucida e calcolatrice» e se non arrestata «potrebbe darsi alla fuga» E la piccola Elena, «vittima di una morte violenta particolarmente cruenta e anche lenta», è stata uccisa da una donna che in tutte le fasi dell’omicidio «deve essere stata necessariamente nel pieno delle sue facoltà», trovandosi «in condizioni fisiche e psichiche idonee all’agire». E’ quello che si legge sull’ordinanza cautelare in carcere emessa nei confronti della 23enne per l’omicidio premeditato aggravato e l’occultamento di cadavere della figlia di 5 anni.

«Ero girata e non volevo guardare»

Al gip la donna ha detto di ricordare che «ho portato Elena in questo campo e le ho fatto del male e non ricordo altro» e di avere «una cosa lunga tipo un coltello, non ricordo dove l’ho preso, non so perché ce l’avevo». E sul momento in cui colpisce la piccola rivela «Non ricordo bene, perché ero girata e non volevo guardare».

«Perché uccidere un figlio in tenera età – scrive il gip – e, quindi indifeso, oltre a integrare un gravissimo delitto, è un comportamento innaturale, ripugnante, eticamente immorale, riprovevole e disprezzabile, per nulla accettabile in alcun contesto… indice di un istinto criminale spiccato e di elevato grado di pericolosità». Il giudice sottolinea che Martina inoltre non ha manifestato segni di pentimento: «ha inscenato il rapimento con estrema lucidità e non ha manifestato segni di ravvedimento e pentimento. Tutti elementi che denotano una particolare spregiudicatezza, insensibilità, assoluta mancanza di resipiscenza».

Nell’ordinanza ci sono i diversi «non ricordo» pronunciati dalla donna: «Non ricordo cosa sia passato nella mia mente quando ho colpito mia figlia, anzi posso dire che non mi è passato nessun pensiero, come se in quel momento fossi una persona diversa», «Non ricordo la reazione della bambina mentre la colpivo, forse era ferma, ma ho un ricordo molto annebbiato», «Non ricordo di avere sotterrato la bambina, ma sicuramente sono stata io». Ma ricorda che «quando sono andata al campo avevo con me una busta di plastica di colore nero che ho strappato dal rotolo prima di uscire di casa».

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