Palermo-Padova, biglietti in mano ai bagarini e sequestri di magliette false

Dalla Guardia di finanza sono stati sequestrati oltre 470 tra cui magliette di calcio false

Si avvicina la finale di playoff di serie C tra Palermo e Padova. I biglietti sono andati a ruba nel giro di pochi minuti e adesso aleggia il rischio bagarinaggio. Intanto indaga la Guardia di Finanza. I baschi verdi hanno anche eseguito diversi sequestri di abbigliamento sportivo falso e venduto senza autorizzazioni.

La questione bagarini per Palermo-Padova

Continua a tenere banco la questione dei biglietti finiti nelle mani dei bagarini. Già dopo qualche ora dal sold out, una parte dei 29mila biglietti venduti è apparsa in giro per il web a cifre maggiorate. Sui social, un biglietto di curva (dal prezzo originale di 5 euro) è stato proposto anche a 85 euro. E le chat dei social sono pieni di venditori che ne approfittano. Indaga la Guardia di Finanza.

Sequestri di magliette false

Nei giorni scorsi, in distinti interventi effettuati nell’ambito dell’intensificazione dei controlli del territorio disposta dal Comando Provinciale di Palermo sono stati sequestrati oltre 470 tra magliette di calcio, tra le quali numerose della squadra del Palermo, sciarpe, cappellini posti in vendita abusivamente nei pressi del piazzale antistante lo stadio Renzo Barbera.

In particolare, in un primo intervento i militari del 2° Nucleo Operativo hanno individuato un uomo intento a vendere 165 articoli vari, tra magliette e cappellini con colori riconducibili a note squadre di calcio. in assenza di qualsiasi documentazione che permettesse l’esercizio dell’attività commerciale.

Altri tre interventi sono stati effettuati dai Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego di Palermo. Il primo nei pressi di Piazza Giovanni Paolo II, nelle immediate vicinanze dello stadio comunale, il secondo in via Piano dell’Ucciardone ed il terzo in via Ernesto Basile, che si sono conclusi con il sequestro di ulteriori 307 capi di abbigliamento sportivo e gadget. Anche in questi casi i venditori non sono stati in grado di esibire ai Finanzieri le necessarie documentazioni autorizzative.

In tutti e quattro i casi, le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro amministrativo ai fini della confisca di tutta la merce posta in vendita e alla verbalizzazione e successiva segnalazione dei trasgressori all’Autorità comunale per l’irrogazione di una sanzione pecuniaria per esercizio di commercio abusivo su area pubblica.

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