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A Corleone disabile invitata a svestirsi e ripresa, video su WhatsApp: Gip ordina imputazione coatta

Invitata a svestirsi e ripresa in un video che finisce sulle chat Whatsapp. L’episodio sarebbe avvenuto all’interno di un supermercato di Corleone. Ora la procura di Termini Imerese dovrà riaprire il caso dopo che il Giudice per le Indagini Preliminari ha deciso di rigettare la richiesta di archiviazione e ordinare l’imputazione coatta del presunto responsabile.

Invitata ad abbassare i pantaloni

La vicenda risale al mese di aprile del 2020 quando, secondo quanto sostenuto dal legale delle parti offese, un ragazzo di giovane età avrebbe invitato una ragazza affetta da alcuni disturbi psichici a svestirsi. Il giovane avrebbe ripreso la scena e avrebbe poi diffuso le immagini su alcune chat Whatsapp.

Si tratta di un procedimento penale che prende avvio dalle denunce presentate dalle persone offese, con l’ausilio dell’avvocato Roberta Giordano, a seguito dei fatti occorsi all’interno di un supermercato di Corleone e riguardanti la registrazione e diffusione di un video, mediante social WhatsApp, ritraente la ragazza in condizioni d’inferiorità psichica che veniva Invitata a svestirsi.

Il Gip respinge l’archiviazione

Il Gip di Termini Imerese ha accolto l’atto di opposizione presentato dal legale Roberta Giordano, difensore delle parti offese, e rigettato la richiesta della Procura di archiviazione ordinandone l’imputazione coatta. Secondo quanto ricostruito e denunciato dalla sorella di quest’ultima, le immagini sarebbero state riprese dal dipendente del supermercato nell’aprile 2020 nei confronti della ragazza in condizioni d’inferiorità, a seguito del quale la persona offesa ha presentato due denunce.

Le accuse al giovane

Il Pubblico Ministero aveva richiesto l’archiviazione delle accuse a carico del presunto responsabile, ritenendo che non ci fossero gli elementi per iniziare un processo. L’avvocato Giordano però ha proposto opposizione all’archiviazione e ha presentato una memoria nell’interesse delle persone offese. La causa è stata discussa giorno 9 giugno e nella giornata di ieri, 10 giugno, è stato comunicato l’accoglimento dell’opposizione alla richiesta della procura, ritenendo che, come sostenuto dalla linea difensiva, si configurano gli estremi del reato di diffusione e divulgazione d’immagini a contenuto sessualmente esplicito.

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