È volato da un tetto alla Guadagna, “Vincenzo si è svegliato dal coma”

Una bravata finita in tragedia ma finalmente arriva la buona notizia dalla madre

Finalmente sveglio, così la mamma di Vincenzo annuncia che il giovane si è svegliato dal coma dopo essere precipitato dal tetto di un immobile del quartiere Guadagna. Una bravata finita in tragedia. Oggi però la speranza si riaccende dopo che il ragazzo ha riaperto gli occhi dopo giorni di coma. Sono state giornate di preghiere per i familiari e gli amici di Vincenzo R., 16 anni, che dieci giorni fa è caduto da una tettoia, nella zona della Guadagna a Palermo, rimanendo gravemente ferito. Una notizia che ha scosso il quartiere Guadagno dove si è consumato il dramma.

Il ragazzo e i due amici coetanei avrebbero raggiunto una palazzina diroccata di tre piani, non lontano dal ponte in ferro della Guadagna. Sarebbero entrati dentro l’immobile per poi salire in cima e lì avrebbero iniziato a giocare. Il ragazzino sarebbe quindi salito su una vecchia tettoia – che però poco dopo avrebbe ceduto – e sarebbe caduto e riportando ferite gravissime.

Nel pomeriggio del 12 maggio in via Emanuele Paternò sono arrivati i soccorritori del 118 dopo la chiamata di due ragazzini, amici del ferito. Il ragazzo era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione del Civico di Palermo con codice rosso, in coma farmacologico. Le sue condizioni sono migliorate nelle ultime ore, ma la prognosi resta ancora riservata.

“Finalmente sveglio”, scrive la madre su Facebook. Tutto il quartiere della Guadagna ha pregato per lui, messaggi e parole di conforto per la famiglia e sono arrivati da amici e parenti: “Forza, forza! Vincenzo è una roccia”. “Il vostro leone ce la farà”. La madre nei giorni scorsi aveva scritto un toccante post sui social. “Voglio rivedere il tuo sorriso, sentire la tua voce, sentire la tua risata. Svegliati, torna a farci sorridere tutti. Tutti aspettiamo te non c’è nessuno che non parla di te. Bello come il sole, so che sei bello, quanto forte! Fallo per me, per Ale, per papà. Aspettiamo te abbiamo tante cose da fare insieme. Ancora hai tanto da raccontare. Sono con te, anzi siamo tutti con te. Forza vita mia”

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