Venti di guerra in Ucraina, la Russia bombarda e dalla Sicilia parte drone Usa

di Redazione Web
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Venti di guerra in Ucraina, la Russia bombarda e dalla Sicilia parte drone Usa

La guerra in Ucraina è scoppiata come avevano previsto gli Usa. Questa notte lo “zar” Putin ha ordinato l’invasione di Kiev e l’escalation militare in varie zone della nazione che adesso è sotto scacco delle forze russe. Tutte le premesse per lo scoppio di una guerra di carattere mondiale anche se, al momento, Usa e forze Nato parlano di sanzioni da applicare alla Russia.

Cosa sta accadendo in Ucraina

A Mosca erano le 6 del mattino e Putin ha annunciato in tv l’attacco all’Ucraina. Subito sono state avvertite esplosioni nelle città ucraine a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e nella capitale Kiev, dove i russi avrebbero tentato di prendere il controllo dell’aeroporto. Almeno sette persone sono morte e altre nove sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti russi in Ucraina. Testimoni oculari riferiscono che a Kiev si stanno formando “lunghe file ai benzinai” e il traffico nelle strade, specie in periferia, “è intenso”. Le immagini che arrivano da Kiev mostrano tutto il dramma che stanno vivendo gli ucraini. Lunghe colonne di macchine, di fatto ferme, tutte in fila nel tentativo di uscire dalla città e cercare un rifugio sicuro temendo l’arrivo dell’esercito russo.

Cosa fa l’Italia

Alle 10 è stata convocata a Palazzo Chigi una riunione del Comitato Interministeriale per la sicurezza della Repubblica. Il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, ha convocato questa mattina su istruzioni del Ministro Luigi Di Maio l’Ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov. L’Ambasciatore Sequi – fa sapere la Farnesina – ha espresso al diplomatico russo la ferma condanna del Governo italiano per la gravissima, ingiustificata e non provocata aggressione di Mosca ai danni dell’Ucraina, che costituisce una chiara e netta violazione del diritto internazionale.

E dalla Sicilia parte un drone Usa

Sui cieli dell’Ucraina un drone americano. Il velivolo è partito dalla base americana di Sigonella, in Sicilia. Si tratta di un Global Hawk, un drone militare da ricognizione. E’ partito da Sigonella, vicino Catania e ha raggiunto lo scenario di guerra in Ucraina. Dalle immagini si vede che il velivolo ha acceso il suo “risponditore radar” – e quindi è stato intercettato anche da tutti i radar civili – una volta giunto sul mare di fronte a Catania. Qui è salito in quota (a 17mila metri). Poi si è diretto verso l’Ucraina: una volta sul territorio ucraino ha fatto una missione di sorveglianza.

La Sicilia al centro del conflitto

La Sicilia ospita diverse basi e strumentazioni che potrebbero tornare utili nelle more del conflitto. Da Sigonella, all’aeroporto di Birgi, al Muos di Ragusa. Al momento la base militare di Sigonella ha visto solo l’impiego dei droni ma adesso che la guerra è cominciata con l’attacco della Russia non si può escludere che venga utilizzata anche per il decollo di caccia militari essendo una base strategica al centro del Mediterraneo. L’aeroporto di Sigonella è sede del 41º Stormo AntiSom, l’11º Reparto manutenzione velivoli ed il 61º Gruppo Volo. «In passato – dice il sindaco di Lentini Lo Faro – abbiamo già vissuto momenti del genere. Situazioni che hanno coinvolto anche il nostro territorio. Certo, non siamo indifferenti per come si stanno evolvendo le cose nella guerra in Ucraina».

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