Maxi parco eolico nel mare della Sicilia, 9 miliardi d’investimenti

di Redazione Web
lettura in 4 minuti

Un parco eolico offshore nel mare delle Isole Egadi, in Sicilia. È scontro sull’isola tra ambientalisti, politici e sindacati. Un progetto che potrebbe dare autonomia energetica, lavoro, il calo del costo dell’energia ma che preoccupa dal punto di vista del rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi marini.

Il progetto tra favorevoli e contrari

Il no arriva dai comuni del Trapanese. Mentre diverse associazioni ambientaliste hanno dato il loro benestare. Nei giorni scorsi è stato presentato all’Ars un documento di opposizione al progetto del mega parco eolico nel Canale di Sicilia. La società, che conta d’investire qualcosa come 9 miliardi di euro, ha presentato gli studi sulla “bontà” del progetto.

Posti di lavoro e investimenti

Oltre a 9 miliardi d’investimento, un potenza installata di 2.793 MW, 190 turbine ognuna da 14,7 MW, 17.500 occupati di cui 6.000 in Sicilia nella fase di realizzazione e 1.500 di cui 700 in Sicilia per la durata della
gestione, ci sarebbe di positivo, secondo i sindacati, che questa nuova capacità di produrre energia elettrica da fonti rinnovabile si sommerebbe a quella a oggi generata in Sicilia. L’eolico ne produce 1.871,618 MW, il solare 678 MW e 150 MW l’idroelettrico. La Sicilia quindi avrebbe una capacità produttiva da fonti rinnovabili complessivamente pari a 5.492,618 MW.

Opportunità per la Sicilia

“I parchi eolici offshore, cioè a mare,
sono una straordinaria opportunità per la Sicilia: energia pulita che non intacca l’ambiente e aiuta a calmierare i prezzi dell’energia che mettono a rischio i posti di lavoro. La Cisal chiede al Parlamento regionale di archiviare la stagione dei ‘no’ che ha già prodotto troppi danni, come nel caso degli impianti per i rifiuti”. Lo dice Nicolò Scaglione, commissario della Cisal Sicilia. “I progetti in questione valgono investimenti miliardari con ricadute importanti in termini occupazionali – spiega Scaglione – Parliamo di impianti in grado di fornire energia pulita e a basso costo, in un momento in cui la crisi internazionale ha invece fatto schizzare alle stelle il prezzo dell’energia che rischia di mettere in crisi il sistema produttivo e le famiglie siciliane”.

Il progetto è della controllata statunitense di Renexia

“Abbiamo già avviato l’iter autorizzativo per MedWind, un parco eolico offshore flottante nel Canale di Sicilia, composto da 190 turbine per una potenza a regime di oltre 2,8GW, che rappresenterà un contributo concreto alla transizione energetica e agli obiettivi ambiziosi che l’Italia si è data, perché si basa sul paradigma per cui per fare energia verde bisogna partire dal rispetto per l’ambiente e basarsi su una inclusività ambientale, sociale ed economica”. Lo ha detto Riccardo Toto, Presidente US Wind e Direttore Generale di Renexia.

I dubbi sul mega progetto

“Non posso che confermare la mia condivisione delle perplessità già espresse dai sindaci del comprensorio, nonché dalla Soprintendenza del Mare e dalle associazioni del comparto ittico, rispetto a questo mega progetto di parco eolico off-shore che dovrebbe sorgere nelle vicinanze delle isole egadi, e, quindi, ringrazio le Commissioni III e V per la sensibilità e l’attenzione che stanno rivolgendo a questa fantomatica ipotesa progettuale”. Lo ha dichiarato Valentina Palmeri, deputata dei Verdi – Europa Verde e vicepresidente della IV Commissione Ambiente e Territorio dell’Assemblea Regionale

Commenta