Allerta nel Palermitano, al potere i capi mafia scarcerati

"La quasi totalità dei mafiosi che escono dal carcere per fine pena ricomincia a delinquere lo stesso giorno"

La maggioranza dei boss mafiosi che escono dal carcere tornano a delinquere fin da subito. Lo dicono le indagini della Procura di Palermo. Sono dati preoccupanti quelli emersi durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Cosa nostra si rigenera

“La quasi totalità dei mafiosi che escono dal carcere per fine pena ricomincia a delinquere lo stesso giorno”. L’allarme arriva dalla procuratrice generale reggente Annamaria Palma.

“I boss sono osannati nelle feste di quartiere. E riprendono i posti che avevano lasciato”. E a Palermo come del resto in tutta la Provincia di Palermo sono numerosi i mafiosi appena liberati e già tornati a sedere le sedie più alte delle gerarchie criminali.

La mafia continua a controllare il territorio

Cosa nostra nel Palermitano continua a controllare la vita e l’economia dei quartieri dove esercita la sua mediazione per risolvere conflitti familiari e sentimentali, riscuotere crediti e non solo. Nel corso dell’emergenza sanitaria le cosche pare abbiano anche avuto un ruolo predominante, mettendosi spesso al posto dello Stato. I boss, inoltre, non avrebbero avuto alcuna riserva nei confronti di attività economiche piegate dalla crisi. Sono ben 216 le estorsioni accertate nella provincia di Palermo. Solo il 6% degli imprenditori taglieggiati ha denunciato.

Come riporta il Sole 24 Ore, Anna Maria Palma, procuratrice generale facente funzioni, è chiara: «Non si abolisca l’ergastolo ostativo». Forte il segnale d’allarme sul fronte dell’indebita percezione di contributi e finanziamenti pubblici: «Il trend è in esponenziale aumento – dice il magistrato –. Registriamo un vertiginoso incremento, riconducibile anche a finanziamenti agevolati e contributi pubblici per l’emergenza sanitaria covid-19, nell’indebita percezione di contributi (+ 225%).

Ora è allerta elezioni

Crescono del 160% i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, le truffe in
danno dello Stato o altro ente pubblico sono aumentate del 203%. I reati per indebita percezione del reddito di cittadinanza un aumento del 992%. Quest’anno per il nostro distretto sono presenti ancora maggiori alert: non solo i fondi del Pnrr, ma anche le elezioni politico-amministrative che da sempre sono mezzo e fine per la mafia di maggiori e più idonei strumenti per infiltrarsi nel tessuto sociale».

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