La Sicilia verso la Zona Arancione e la didattica a distanza

Ieri oltre 13mila nuovi positivi, 1.223 posti letto occupati in area medica (63 in più) e 163 in Terapia intensiva (20 in più)

La Sicilia viaggia decisa verso la dichiarazione di zona arancione già a partire da lunedì 17 gennaio mentre ben 127mila i siciliani risultano positivi isolati a casa. Ormai il tracciamento è in tilt e gli ospedali in difficoltà si riempiono di ricoverati. Solo ieri sono arrivati 83 nuovi pazienti Covid. Ne bastano dieci in più in Terapia intensiva per fare scattare la zona arancione già da lunedì.

Difficile la situazione negli ospedali

Come riporta La Repubblica, sul fronte ospedaliero la pressione è altissima. A Palermo e a Catania le aree di emergenza sono intasate e le ambulanze non riescono a “sbarellare” in tempi brevi i positivi. E nelle corsie si scoprono anche nuovi focolai: l’ultimo a Villa delle Ginestre a Palermo, con 5 pazienti e 4 operatori del reparto di Riabilitazione contagiati. All’ospedale dei bambini “Di Cristina” di Palermo è esploso un altro focolaio nel reparto di Neuropsichiatria infantile. Sono almeno nove i contagiati al momento. Si tratta di un operatore sociosanitario che distribuiva i pasti, una specializzanda di Medicina, quattro mamme e tre bambini ricoverati.

L’isola viaggia verso l’arancione

Come detto, la Sicilia con molta probabilità passerà a breve in zona arancione. L’incidenza settimanale dei casi e l’occupazione dei reparti ordinari, salita al 32 per cento sono due parametri già sforati sull’Isola. L’unico indicatore che tiene l’Isola con un piede in zona gialla è l’occupazione delle Terapie intensive, ieri al 19 per cento a fronte del tetto del 20.

Con l’arancio arriva la Dad

La zona arancione è attesa dai genitori che chiedono a gran voce il ritorno alle lezioni a distanza. Con la zona arancione i sindaci, in base all’ultima ordinanza del presidente della Regione, potranno chiudere le scuole e fare scattare la didattica a distanza che entra in vigore automaticamente solo in zona rossa. Anche il Cts regionale aveva chiesto una stretta per arginare l’ondata dei contagi ma la richiesta è rimasta sulla carta. Sarà dunque Roma a decidere.


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